reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 29
reati ordinari / 2015-01-29

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 29 La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione (5) Le norme prevedono la nomina di un solo responsabile, per concentrare in un unico soggetto le iniziative e le responsabilità per il funzionamento dell’intero meccanismo. Il comma 7 dell’articolo 1 rimette all’organo di indirizzo politico la designazione del responsabile della prevenzione della corruzione (Rpc), individuato di norma fra i dirigenti amministrativi di prima fascia di ruolo e in servizio. Negli enti locali, sempre di norma, la figura del responsabile coincide con quella del segretario, salvo diversa e motivata determinazione giustificata dalle specificità (e soprattutto dalle dimensioni) organizzative. Nelle amministrazioni il cui ordinamento non prevede un’articolazione del ruolo in fasce, la scelta, prioritariamente, deve ricadere su un dirigente appartenente al ruolo, che sia titolare di incarico di ufficio di livello dirigenziale generale ovvero articolato al suo interno in strutture organizzative dirigenziali di secondo livello (circolare n. 1 del 25 gennaio 2013 della presidenza del Consiglio dei ministri, Dfp, in G.U. n. 97 del 26 aprile 2013). Su proposta del responsabile, entro il 31 gennaio di ogni anno, l’organo di indirizzo politico adotta il piano triennale di prevenzione alla corruzione…

reato corruzione e legge 190 2012 prevenzione 2015 01 26
reati ordinari / 2015-01-26

reato corruzione e legge 190 2012 prevenzione 2015 01 26 La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione (4) La Scuola nazionale dell’Amministrazione ha il compito di predisporre la formazione dei dipendenti alla legalità e all’etica morale, soprattutto dove il rischio di abusi è maggiore. I primi commi (da 1 a 8) individuano i soggetti ai quali, a livello centrale, sono assegnati i compiti di attuazione delle misure anticorruzione e della lotta all’illegalità nella Pubblica amministrazione. In coerenza con l’iniziale previsione di una Autorità nazionale anticorruzione, il legislatore, al comma successivo, stabilisce che Civit (Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, di cui all’articolo 13 del Dlgs 150/2009) operi quale Autorità nazionale anticorruzione, per assicurare azione coordinata, attività di controllo, di prevenzione e di contrasto della corruzione e dell’illegalità nella Pa. In particolare, la Commissione: collabora con i paritetici organismi stranieri, con le organizzazioni regionali e internazionali competenti approva il Piano nazionale anticorruzione predisposto dal dipartimento della Funzione pubblica, di cui al comma 4, lettera c) analizza le cause e i fattori della corruzione e individua gli interventi che ne possono favorire la prevenzione e il contrasto. A livello periferico, spetta a ogni Amministrazione…

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 22
reati ordinari / 2015-01-22

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 22 La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione (3) Il nuovo codice di comportamento dei dipendenti pubblici svolge una forte azione di dissuasione dal porre in atto azioni illecite, incidendo positivamente sull’etica della Pa. La legge 190/2012 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”, entrata in vigore il 28 novembre 2012, è stata varata per superare l’inadeguatezza dell’ordinamento nazionale, in attuazione del recepimento degli impegni internazionali assunti con la sottoscrizione delle Convenzioni di Mérida e di Strasburgo. Pur nell’innegabilità dell’annoso ritardo dell’intervento, la risposta al fenomeno corruttivo resa dal provvedimento sembra adeguata, in quanto non limitata solo a un formale adeguamento agli obblighi assunti a livello internazionale e all’inasprimento delle sanzioni dei delitti contro la Pa. La legge ha una struttura di contenitore, limitata a due articoli: il primo, di ben 83 commi, mostra una evidente attenzione nel disciplinare materie anche fortemente disomogenee (tra l’altro, prevede modifiche a codice penale, codice di procedura penale, codice civile, legge 241/1990 e ai decreti legislativi 167/2000, 165/2001, 231/2001, 163/2006), con un coordinamento assai complesso tra le disposizioni introdotte o modificate, soprattutto a causa del…

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 20
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reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 20 La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione (2). Il fenomeno può essere classificato in funzione del comportamento del soggetto pubblico coinvolto, con riguardo alla dimensione dell’episodio e da un punto di vista penalistico. Le misure da attuare per contrastare la corruzione sono innanzitutto rappresentate da un affinamento, in una logica di deterrenza, del quadro normativo, unitamente a una concreta azione di prevenzione attraverso lo sviluppo del senso civico. Nel secondo appuntamento dell’approfondimento: eziologia del fenomeno e classificazione della corruzione. L’eziologia del fenomeno Un’indagine fondata su un modello della corruzione “causa-effetto” ha portato a individuare più cause del fenomeno: socio–culturali: la mancanza di valori etici o la presenza di retaggi culturali e politici può alimentare la convinzione della liceità di comportamenti contrari alle regole socio–politiche: una ridotta stabilità politica dei sistemi di governo influenza negativamente la stima dei cittadini nelle istituzioni e li spinge a condotte illecite, comunque ritenute più conformi alle proprie esigenze personali economiche: influiscono sul radicamento del fenomeno corruttivo in modo decisamente più rilevante rispetto alle precedenti cause. Tra esse rilevano: una limitata libertà di iniziativa economica un’eccessiva inflazione, deflazione, recessione dazi doganali all’importazione una…

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 16
reati ordinari / 2015-01-16

reato corruzione e legge 190 2012 – prevenzione 2015 01 16 La corruzione e la legge 190/2012. Priorità all’azione di prevenzione (1) Il provvedimento si inquadra in una significativa attività normativa che, negli ultimi anni, ha profondamente toccato l’organizzazione e il funzionamento della pubblica amministrazione. La legge 190/2012 risulta un contenitore di interventi, legati dal fil rouge della prevenzione dei fenomeni di corruzione e di maladministration, e rappresenta un fattore di significativa discontinuità nel panorama nazionale. Approfondiamo il tema con una serie di interventi; nel primo, etimologia e propensione alla corruzione. La parola corruzione origina dal latino corruptio-onis (dacorrumpere), e cioè disfacimento, degenerazione, il rompere qualcosa; è oggi intesa come “l’opera di chi induce gli altri al male”. Il significato del termine, collegato all’esercizio deviato della funzione pubblica, è comunemente negativo, e in questo senso va la definizione dell’economista indiano Bardhan Kumar Pranab: “la corruzione è l’utilizzo del pubblico ufficio per un guadagno privato”. In altri termini, le manifestazioni corruttive, pur se diffuse in tutti i campi della vita di relazione, sono prevalentemente concentrate nei settori dell’economia, in particolare in quelli ove si manifesta l’esercizio di una pubblica funzione, in questo senso superando l’ormai angusto ambito del rapporto di pubblico impiego, anche se nel…

usura bancaria – sentenza copia e incolla dell’atto di parte non è nulla – Cass. SS.UU. 642 2015 01 16 

usura bancaria – sentenza copia e incolla dell’atto di parte non è nulla – Cass. SS.UU. 642 2015 01 16 Cassazione Civile, SS.UU., sentenza 16/01/2015 n° 642 Con la sentenza in commento, le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno affermato il seguente principio di diritto: “Nel processo civile – ed in quello tributario, in virtù di quanto disposto dal secondo comma dell’art. 1 d.lgs. n. 546 del 1992- non può ritenersi nulla la sentenza che esponga le ragioni della decisione limitandosi a riprodurre il contenuto di un atto di parte (ovvero di altri atti processuali o provvedimenti giudiziari) eventualmente senza nulla aggiungere ad esso, sempre che in tal modo risultino comunque attribuibili al giudicante ed esposte in maniera chiara, univoca ed esaustiva, le ragioni sulle quali la decisione è fondata. È inoltre da escludere che, alla stregua delle disposizioni contenute nel codice di rito civile e nella Costituzione, possa ritenersi sintomatico di un difetto di imparzialità del giudice il fatto che la motivazione di un provvedimento giurisdizionale sia, totalmente o parzialmente, costituita dalla copia dello scritto difensivo di una delle parti”. ^^^^^ Cassazione SS.UU. Civile del 16 gennaio 2015, n. 642 Presidente: Santacroce – Estensore: Di Iasi CONSIDERATO IN…