invalidità – condizione handicap grave art.3 co.3 Legge 104/1992 Ris. 2016 09 23 
invalidità / 2016-09-23

invalidità – condizione handicap grave art.3 co.3 Legge 104/1992 Ris. 2016 09 23 Con la Ris. 70/2016, l’Agenzia Entrate ha affermato che riguardo ai soggetti riconosciuti portatori di handicap ai sensi L.104/92, si ritiene opportuno precisare che la grave e permanente invalidità o menomazione, menzionata dall’art.10, co.1, lett.b), Tuir, non implica necessariamente la condizione di handicap grave di cui art.3. co.3, L.104/92.  Tuttavia occorre distinguere i soggetti riconosciuti invalidi civili (dove l’invalidità riguarda la valutazione del grado di capacità lavorativa, dai soggetti riconosciuti portatori di handicap dove l’invalidità riguarda lo stato di gravità delle difficoltà sociali e relazionali di un soggetto. Sono accertamenti distinti perchè perseguono finalità diverse. 2016 09 23 Ivalidi Agev acq ausili Leg 104 Ris 79

finanziamento tra privati – tassazione 2016 09 02 

  finanziamento tra privati – tassazione 2016 09 02 Tassazione del finanziamento soci enunciato in altro atto registrato – 2 Per la Cassazione, è corretto l’avviso di liquidazione per imposta e sanzioni su delibera di azzeramento e ricostituzione di capitale sociale, anche in caso di accordo non scritto. Sulla tassazione dell’atto/accordo enunciato o, più specificamente, del finanziamento soci enunciato si è pronunciata ripetutamente, anche in tempi recenti, la Corte di cassazione: – nella sentenza 5946/2007, ha precisato che l’articolo 22 si riferisce anche all’enunciazione di atti soggetti a registrazione solo in caso d’uso, affermando che “se il legislatore ha specificato nella parte finale del comma 1 che <<Se l’atto enunciato era soggetto a registrazione in termine fisso è dovuta anche la pena pecuniaria di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art.69>>, è evidente che ha inteso includere anche gli atti soggetti a registrazione in caso d’uso e poiché la enunciazione di tali ultimi atti non configura, ai sensi dello stesso D.P.R. n. 131 del 1986, art. 6, come innanzi rilevato, un “uso” deve concludersi per l’assoggettamento di tali atti all’imposta a prescindere dall’“uso” D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 6, cit. dei medesimi e sulla base della sola enunciazione” –…

monete virtuali – bitcoin – trattamento fiscale dei servizi 2016 09 02
monete virtuali / 2016-09-02

2016 09 02 monete virtuali – bitcoin – trattamento fiscale dei servizi su monete virtuali Servizi relativi a monete virtuali: il trattamento fiscale da applicare. L’attività di intermediazione non comporta gli obblighi di sostituto d’imposta. L’amministrazione finanziaria, in sede di controllo, può richiedere le liste della clientela per le necessarie verifiche. Il bitcoin è una tipologia di moneta virtuale, utilizzata come moneta alternativa a quella tradizionale. La circolazione dei bitcoin quale mezzo di pagamento si fonda sull’accettazione volontaria da parte degli operatori del mercato che, sulla base della fiducia, la ricevono come corrispettivo nello scambio di beni e servizi, riconoscendone, quindi, il valore di scambio indipendentemente da un obbligo di legge. Le monete virtuali sono create, memorizzate e utilizzate su dispositivi elettronici (ad esempio, smartphone), nei quali vengono conservate in “portafogli elettronici” (wallet). Tali monete sono liberamente accessibili e trasferibili dal possessore titolare delle necessarie credenziali, in qualsiasi momento e senza bisogno dell’intervento di terzi. I bitcoin vengono generati grazie alla creazione di algoritmi matematici, tramite un processo di mining(letteralmente, “estrazione”). Lo scambio delle monete virtuali tra gli utenti (user), operatori sia economici che privati, avviene per mezzo di un’applicazione software. Gli utenti possono acquistare i bitcoin in cambio di valuta legale e/o possono accettarli come corrispettivo per la vendita…