ravvedimento operoso – sanzioni x comunicazioni dati Iva irregolari ris. 104/E 2017 07 28 

ravvedimento operoso – sanzioni x comunicazioni dati Iva irregolari ris. 104/E 2017 07 28 Il costo del ravvedimento in dichiarazione IVA delle comunicazioni periodiche dei dati di liquidazione. Anche la correzione delle cosiddette “Lipe” (Comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA) può essere fatta consentendo la fruizione dell’istituto. L’Agenzia delle Entrate, con la innovativa Risoluzione 104/17, ha permesso che in caso di Lipe errata, sia possibile sanare tale irregolarità, oltre che nella maniera canonica, ossia ripresentando la Lipe, anche in sede di dichiarazione Iva. In particolare, ci si è chiesto, ad esempio, in presenza di quattro comunicazioni liquidazioni periodiche omesse, se la sanzione debba essere solo una, oppure quattro (una per ciascuna omessa). Non c’è dubbio che la sanzione debba essere commisurata alle infrazioni, che nel caso di cui all’esempio sono quattro, a nulla rilevando le modalità con cui l’omissione venga sanata (con Lipe apposita o in dichiarazione Iva). Pertanto, nel caso di specie, il contribuente dovrà procedere, se vuole fruire del ravvedimento, al pagamento di quattro sanzioni ridotte a 1/9 o 1/85 in base al termine in cui il versamento verrà effettuato. L’istituto del “cumulo giuridico” non si applica in nessun caso alla fattispecie di ravvedimento operoso. 2017 07 28 ravvedimento…

usura mutui – usura pattizia – tribunale Benevento 2017 07 26 
usura mutui / 2017-07-26

usura mutui – usura pattizia – tribunale Benevento 2017 07 26 E’ stato affermato il principio secondo cui “il tasso di mora, anche se non rilevato nel TEGM, deve essere valutato ai fini della valutazione del TEG e ricompreso all’interno del tasso soglia, senza alcun ulteriore incremento”. Conseguentemente “il superamento del tasso soglia determina la gratuità del mutuo (per esplicito dettato dell’art. 1815 cod. civ.) e…. l’inesistenza del diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata alla data del pignoramento (atteso l’integrale pagamento delle rate scadute a quella data, depurate della quota interessi)”. Per la verifica oggettiva del rispetto del cd. tasso soglia, occorre calcolare il costo complessivo dell’operazione, tenendo conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese , escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del mutuo, così attribuendo rilievo a tutti gli oneri che la parte mutuataria sopporta in relazione all’uso del credito, dovendosi ricomprendere, quale voce di spese ai fini del calcolo del costo complessivo del credito, anche la clausola di estinzione anticipata. La ricomprensione di una spesa di assicurazione nell’ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell’eventuale usurarietà di un contratto di credito è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all’operazione di…

usura mutui – usura pattizia del tasso di mora – rilvenza penale estinzione anticipata – Trib. Benevento 2017 07 26 
usura mutui / 2017-07-26

usura mutui – usura pattizia del tasso di mora – rilvenza penale estinzione anticipata – Trib. Benevento 2017 07 26 Usura pattizia del tasso di mora da valutarsi senza nessun incremento – Onnicomprensività ai fini usura di tutti gli oneri ad eccezione di imposte e tasse e rilevanza della penale d’estinzione anticipata – Irrilevanza della esclusione degli interessi moratori dal TEGM – Conversione del mutuo da oneroso a gratuito – Inesistenza del diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata se alla data del pignoramento non v’era morosità in linea capitale. L’art. 644 c.p., così come successivamente precisato nella legge di interpretazione autentica (“…si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”) e nella connessa relazione governativa (“sia esso corrispettivo, compensativo o moratorio”) riconduce alla valutazione di usurarietà ogni elemento che, direttamente o indirettamente, rappresenti un costo per il mutuatario comunque collegato alla erogazione del credito, con la sola esclusione delle imposte e delle tasse.  Pertanto il tasso di mora, anche se non rilevato nel TEGM, deve essere valutato ai fini della valutazione del TEG e ricompreso all’interno…

INPS sui soci di società immobiliari cass. 18149 2017 07 21 
inps / 2017-07-21

INPS sui soci di società immobiliari cass. 18149 2017 07 21   CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 luglio 2017, n. 18149 Inps – Iscrizione alla Gestione commercianti – Requisiti – Pagamento dei contributi – Attività imprenditoriale abituale e prevalente Rilevato che P. S. ha proposto opposizione contro l’avviso di addebito, notificato nell’interesse dell’Inps, avente ad oggetto il pagamento di contributi da versare alla Gestione commercianti dell’Inps per gli anni 2007-2012; Rigettata la domanda dal Tribunale, la Corte d’Appello di Torino, con sentenza pubblicata il 30/6/2015, ha accolto l’appello del S., ritenendo insussistenti i requisiti per la sua iscrizione nella Gestione commercianti: ha osservato la Corte che non vi è prova dello svolgimento, da parte dell’opponente, di un’attività imprenditoriale, svolta con abitualità e prevalenza, organizzata e diretta, con il lavoro proprio, e che la sola attività svolta dalla società Model V. s.n.c., di cui il S. era socio, consisteva nella riscossione dei canoni di locazione dell’unico bene immobile di cui essa era proprietaria; l’Inps propone ricorso per la cassazione di tale sentenza; resiste il S. con controricorso; il Collegio autorizza la redazione della motivazione in forma semplificata. Considerato che Con il ricorso in esame l’Inps deduce la violazione e la…

studi di settore – contraddittorio – Cass. 17807 2017 07 19 

studi di settore – contraddittorio – Cass. 17807 2017 07 19 CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 luglio 2017, n. 17807 – Accertamento con studio di settore – Scostamento tra redditi dichiarati ed accertati – Compensi corrisposti agli amministratori CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 luglio 2017, n. 17807 Tributi – Accertamento – Studio di settore – Scostamento tra redditi dichiarati ed accertati – Compensi corrisposti agli amministratori. Svolgimento del processo I.-T. s.r.l. ha impugnato dinanzi alla CTP di Vicenza l’avviso di accertamento n.846L00006, relativo all’anno d’imposta 2004, notificatole in data 26 novembre 2008, con cui, in applicazione dello studio di settore TG75U, l’Agenzia delle Entrate le ha attribuito maggiori ricavi per euro 84.022,00 ed ha conseguentemente preteso euro 27.727,00 per maggiore IRES, euro 3.571,00 per maggiore IRAP, euro 16.796,00 per maggiore IVA, lamentando l’assenza di un grave scostamento tra i ricavi presuntivamente determinati e quello puntuale di riferimento o minimo ammissibile e, più in generale, di indizi gravi, precisi e concordanti di occultamento di ricavi. Il ricorso è stato rigettato con sentenza n. 115 del 12 maggio 2009, appellata dinanzi alla CTR del Veneto. Con la sentenza n. 60 del 21 ottobre 2010, previo rigetto dell’eccezione di inammissibilità ex…

split payment – cos’è come funziona 2017 07 17
split payment / 2017-07-17

2017 07 17 split payment – cosa è e come funziona Split payment IVA 2017: cos’è e come funziona? Ecco istruzioni e novità – Giuseppe Guarasci – IVA Come funziona lo split payment IVA 2017? Ecco cos’è e quali sono le istruzioni per i soggetti tenuti ad applicare le nuove regole sulla fatturazione a partire dal 1° luglio 2017. Split payment IVA 2017: ecco come funziona la modalità di liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto recentemente estesa con il DL 50/2017 anche nei confronti dei professionisti per i rapporti economici intercorrenti con la Pubblica Amministrazione. Cos’è e a cosa serve? Lo split payment IVA è stato introdotto dalla Legge 190/2014 (Stabilità 2015) che ha previsto l’applicazione della “scissione dei pagamenti o pagamenti divisi”: in pratica il soggetto privato incassa l’importo della fattura al netto dell’IVA, che verrà versata dall’ente di P.A. In questo modo lo Stato ottiene di fatto un anticipo dell’imposizione fiscale ai fini IVA, riducendo altresì il rischio di evasione. Recentemente, la manovrina varata dal Governo Gentiloni con il Decreto Legge 50/2017 ha esteso lo split payment IVA sulla fattura emessa dai professionisti soggetti a ritenuta d’acconto. I lettori potrebbero essere interessati anche al nostro approfondimento dedicato a come individuare i nuovi soggetti obbligati allo split payment ai sensi…