salute – giocare a calcio fa bene 2018 01 31
salute / 2018-01-31

2018 01 31 salute – giocare a calcio fa bene Giocare a calcio due volte a settimana aiuta a vivere più a lungo Giocare a calcio per un’ora almeno due volte a settimana è un toccasana per vivere più a lungo. Nell’attività sportiva più popolare in Italia sarebbe racchiuso il segreto della longevità secondo alcuni ricercatori esperti in medicina dello sport. Il loro studio è stato presentato a Lisbona durante la conferenza internazionale “Football is Medicine” e pubblicato (sotto forma di meta-analisi) sulla rivista scientifica Journal of Sports Medicine (BJSM). => Scopri perché mangiare sano aiuta a vivere più a lungo Secondo gli esperti il calcio agirebbe sull’organismo come una medicina ad ampio spettro, andando a stimolare positivamente il corpo rispetto a patologie quali ipertensione, diabete di tipo 2 e colesterolo. Aiuterebbe inoltre a difendersi da quelle problematiche legate a un cattivo stile di vita. Benefici che non riguardano necessariamente gli atleti professionisti, ma che possono essere ottenuti anche praticando questo sport a livello amatoriale. => Leggi perché i peperoncini piccanti aiutano a vivere più a lungo Stando a quanto affermato durante la conferenza in 3-6 mesi di attività il calcio consente di aumentare la capacità aerobica, mentre si riducono la massa grassa e il colesterolo LDL….

salute – alito cattivo mattino 2018 01 31
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2018 01 31 salute – alito cattivo mattino Alito cattivo al mattino: perché accade e le soluzioni Capita a molti di risvegliarsi con l’alito cattivo al mattino, una situazione che spesso crea imbarazzo. Non si riesce molte volte a trovare la soluzione giusta per rimediare al problema e di frequente alcuni non ne parlano nemmeno al loro dentista proprio per una sensazione di vergogna. I principali responsabili dell’alito cattivo possono essere considerati la scarsa igiene orale, il russare e l’abitudine di masticare chewing gum. Anche se non esiste una soluzione infallibile per prevenire questo problema, gli esperti suggeriscono alcuni trucchi per rendere il cattivo odore meno fastidioso. => Scopri cause, sintomi e rimedi naturali per l’alitosi Quando la gente dorme la bocca diventa secca. Russare o dormire con la bocca aperta può rendere l’alito cattivo ancora più evidente. Durante il giorno non siamo afflitti dallo stesso problema, perché viene prodotta una buona quantità di salivache lava i batteri che causano cattivi odori. Quando si dorme le cose cambiano radicalmente. La mancanza di umidità nella bocca permette la moltiplicazione dei batteri che causano cattivi odori. Avere particelle di cibo intrappolate tra i denti durante la notte contribuisce ad avere un respiro mattutino piuttosto sgradevole. Non importa che cosa…

contenzioso tributario – accertamento X relationem a pvc – accertamento valido 2018 01 31 

contenzioso tributario – accertamento X relationem a pvc – accertamento valido 2018 01 31 Secondo la Cassazione l’avviso di accertamento, rappresentando l’atto conclusivo di una sequenza procedimentale a cui possono partecipare anche organi amministrativi diversi, può essere motivato “per relationem”, anche con il rinvio pedissequo alle conclusioni contenute in un atto istruttorio (nella specie il p. v. c. della GDF), senza che ciò arrechi alcun pregiudizio al diritto del contribuente. ^^^^^^^   CORTE DI CASSAZIONE – SENTENZA DEL 31 GENNAIO 2018, N. 2390 Rilevato che: Agenzia delle Entrate impugna la sentenza della CTR Sicilia 12.11.2009, n. 173/01/09 in RG 3375/08 che ha rigettato il suo appello avverso la sentenza C.T.P. Agrigento n. 111/07/2007 in tema di impugnazione di avvisi di accertamento emessi per IVA, IRPEG e IRAP per il 2000, così confermandone la illegittimità quanto agli originari rilievi sulla percentuale di ricarico determinata in sede di verifica dalla G.d.F. e i costi di esercizio non ritenuti deducibili, in accoglimento del ricorso del contribuente M.N., esercente attività commerciale di rivendita di prodotti per l’edilizia; ritenne la CTR che le contestazioni avanzate dall’Ufficio al contribuente fossero generiche, quanto ai costi precisamente non inerenti ovvero a quelli valutati non di competenza; mentre quanto…

cartella di pagamento – prima paga e poi ricorre ok cass. 2231 2018 01 30

2018 01 30 cartella di pagamento – prima paga e poi ricorre ok Cass. 2231/2018 La Cassazione ha affermato l’applicazione del principio secondo cui l’acquirente di un immobile, al quale sia stato notificato avviso di liquidazione dell’imposta di registro, sul presupposto che il valore dichiarato nell’atto fosse inferiore a quello reale, può – impugnando il suddetto avviso di liquidazione – opporre all’erario il giudicato riduttivo del maggior valore ottenuto dal venditore (coobbligato in solido con l’acquirente), anche se non abbia impugnato l’avviso di rettifica propedeutico a quello di liquidazione, e ancorchè egli abbia pagato la pretesa imposta non per spontanea adesione alla pretesa tributaria, solo in quest’ultimo caso essendo irripetibile quanto versato. Secondo la Cassazione non può ritenersi che il pagamento di una cartella, fatto solo all’atto della ricezione della cartella esattoriale, allo scopo di evitare l’esecuzione forzata, ed accompagnato, come nella specie, dalla contestuale impugnazione della cartella medesima, possa definirsi spontaneo. 2018 01 30 cartella pagata ma poi ricorre ok Cass-2231

usura sopravvenuta Cass. 2311 2018 01 30
usura sopravvenuta / 2018-01-30

  2018 01 30 usura sopravvenuta Cassazione n.2311 del 30.01.2018 La Cassazione con l’ordinanza n.2311 del 30.01.208, sposando ancora una volta le ragioni delle banche, ribadisce che ai fini della sussistenza o meno del carattere usurario dei tassi di interesse debba essere attribuito rilievo essenziale al momento in cui questi sono stati pattuiti. In tale pronuncia, infatti, i giudici hanno escluso, con riferimento ai contratti di mutuo, che possa considerarsi nulla o inefficace la clausola di determinazione del tasso degli interessi stipulata antecedentemente all’entrata in vigore della legge numero 108/1998 che superi la soglia fissata da tale legge nel corso di svolgimento del rapporto. La nullità e l’inefficacia vanno escluse, poi, anche per la clausola che è stipulata successivamente per un tasso che non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula. Del resto già le Sezioni Unite, con la recente sentenza numero 24675/2017 espressamente citata nell’ordinanza in commento, avevano sancito che ai fini della sussistenza o meno del carattere usurario dei tassi di interesse debba essere attribuito rilievo essenziale al momento in cui questi sono stati pattuiti e che quindi vada negato l’ingresso alla configurabilità dell’usura sopravvenuta. 2018 01 30 usura sopravvenuta cass 2311  

cartella di pagamento – pagata ma poi ricorre ok Cass 2231

2018 01 30 cartella pagata ma poi ricorre ok Cassazione 2231 CORTE DI CASSAZIONE – SENTENZA DEL 30 GENNAIO 2018, N. 2231 Nessuna preclusione alla successiva impugnazione della cartella di pagamento se il contribuente ha ottemperato a quanto intimato nella stessa al solo fine di impedire o bloccare eventuali azioni esecutive in suo danno. 2018 01 30 cartella pagata ma poi ricorre ok Cass-2231

dichiarazione integrativa – il contribuente può emendare in sede contenziosa agli errori commessi in dichiarazione – l’integrativa rileva anche se presentata oltre i termini – Cass. 2220 2018 01 30 

dichiarazione integrativa – il contribuente può emendare in sede contenziosa agli errori commessi in dichiarazione – l’integrativa rileva anche se presentata oltre i termini – Cass. 2220 2018 01 30 La dichiarazione dei redditi è – in linea generale, salvo casi particolari o parti specifiche di essa – un atto di scienza e quindi sempre emendabile. Il contribuente può fare valere eventuali vizi commessi nella redazione della stessa, che attengano al merito della pretesa tributaria, anche in sede contenziosa indipendentemente dal rispetto dei termini per la presentazione della emenda. CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 gennaio 2018, n. 2220 Dichiarazioni dei redditi ed IVA – Debito d’imposta emergente per mero errore nella compilazione della dichiarazione – Dichiarazione integrativa tardiva – Emendabilità in sede contenziosa. Ritenuto che La società O.P.S. spa ricorre, sulla base di cinque motivi, contro la sentenza della CTR del Lazio n. 8/9/2009 che, respingendo l’appello contro la sentenza della CTP, ha confermato la cartella di pagamento n. 103 2004 00256413 22, notificata il 28.1.2005 – relativa all’iscrizione a ruolo dell’asserito omesso o carente versamento di imposte iva, irpeg ed irap per l’anno di imposta 2000 (mod. Unico 2001) e l’asserito omesso o carente versamento di ritenute ed addizionali regionali,…