2020 11 06 vangelo la parola di oggi: I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

2020-11-06

2020 11 06 vangelo la parola di oggi: I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

Venerdì 6 Novembre 2020

  1. Leonardo; S. Protasio; S. Severo di Barcellona – 31.a del Tempo Ordinario – Andremo con gioia alla casa del Signore – Fil 3,17 – 4,1; Sal 121; Lc 16,1-8

PREGHIERA DEL MATTINO

Padre nostro che sei nei Cieli, si presenta davanti a me un nuovo giorno, che ricevo in dono dalle tue mani. Me ne servirò per il bene della mia famiglia, per il bene di coloro che mi sono cari e che tu mi hai affidato. Vorrei comunicare loro la tua bontà e la tua benevolenza nei miei confronti. Voglio contribuire alla loro salvezza temporale ed eterna, dimenticando me stesso. Lavoro e doveri mi aspettano. Sono pronto ad assumere il carico in modo consapevole. Fa’ che le mie azioni siano utili e fruttuose; riempimi di soddisfazione per il compimento della missione. Fa’ che tutte le mie azioni possano testimoniare la mia fedeltà e il mio attaccamento, e che contribuiscano così al più gran bene dell’umanità tutta, senza che io perda di vista la meta: essere un tuo buono e fedele servitore. Allora tu potrai dirmi: Vieni a prendere parte alla gioia del Signore!

VANGELO

I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.

+ Dal Vangelo secondo Luca 16,1-8

In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: «Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”. L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So  io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”. Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”. Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce». Parola del Signore.

OMELIA

Il Signore Gesù, pur di rendere comprensibili i suoi messaggi di salvezza, ricorre anche al paradosso. Nel vangelo di oggi viene lodata l’astuzia di un autentico imbroglione, che, vistosi scoperto della sua infedeltà verso il proprio padrone e prossimo ad un licenziamento dal suo incarico, cerca, con abilità e scaltrezza, di accaparrarsi la benevolenza dei creditori, per poi sperare di godere della loro protezione. È fin troppo evidente che il Signore non vuole che imitiamo l’astuzia e ancor meno la disonestà dell’amministratore infedele. Vuole invece che, come figli della luce, ci adoperiamo alacremente, da veri sapienti, per conseguire i beni migliori che lo stesso Signore vuole donarci. Egli ci ha avvertiti che “stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita”. Per passare per una porta stretta occorre chinarsi e farsi piccoli, diventare umili. Per poter percorrere una strada angusta occorre abilità, destrezza e prudenza. Ecco allora le virtù e la sapienza che Gesù vuole siano praticate dai suoi seguaci. “Il regno dei cieli soffre violenza e i violenti se ne impadroniscono”. La violenza praticabile dal cristiano è il diuturno sacrificio con cui affronta gli ostacoli della vita, è l’abbraccio volontario della propria croce, è la salita faticosa verso il monte dei risorti. Abbiamo il conforto dello Spirito Santo di Dio che ci illumina e ci fortifica, ci rende astuti e sapienti, coraggiosi ed intrepidi. Se tanta pusillanimità ancora serpeggia nel mondo dei cristiani, dipende dalla mancanza di fede e di fiducia nel Signore, dalla mancanza di preghiera e dalla perenne tentazione dell’autosufficienza. Tutto ciò ci rende deboli e paurosi, rischia di riportare la Chiesa nel buio delle catacombe e soprattutto di subire passivamente tutte le angherie o cadere nei facili compromessi con il mondo. Forse è ancora vero che: “I figli di questo mondo verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce”. (Padri Silvestrini)

 

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