accertamenti bancari – sulla società e sui soci Cass. 15875 2018 06 15 
accertamenti bancari / 2018-06-15

accertamenti bancari – sulla società e sui soci Cass. 15875 2018 06 15 L’accertamento d’ufficio sulla sc può ben allargarsi ai c/c dei soci. Il fisco non deve provare che tutte le movimentazioni rispecchino operazioni aziendali, ma la contribuente è tenuta a dimostrarne l’estraneità SINTESI: In sede di rettifica e di accertamento d’ufficio delle imposte sui redditi, ai sensi dell’articolo 37, comma 3, del Dpr n. 600 del 1973, l’utilizzazione dei dati risultanti dalle copie di conti correnti bancari acquisiti dagli istituti di credito non può ritenersi limitata, in caso di società di capitali, ai conti formalmente intestati all’ente, ma riguarda anche quelli formalmente intestati ai soci, amministratori o procuratori generali, allorché risulti provata dall’Amministrazione finanziaria, anche tramite presunzioni, la natura fittizia dell’intestazione o, comunque, la sostanziale riferibilità all’ente dei conti medesimi o di alcuni loro singoli dati. Ne consegue in ordine alla distribuzione dell’onere probatorio che una volta dimostrata la pertinenza alla società dei rapporti intestati alle persone fisiche con essa collegate, l’Ufficio non è tenuto a provare che tutte le movimentazioni che risultano da quei rapporti rispecchino operazioni aziendali, ma al contrario la corretta interpretazione dell’art. 32 del DPR n. 600 del 1973, impone alla società contribuente di…

accertamenti bancari – C/C intestato a terzi ma delega al titolare dell’azienda – Cass. 9845 2018 04 20 
accertamenti bancari / 2018-04-20

accertamenti bancari – C/C intestato a terzi ma delega al titolare dell’azienda – Cass. 9845 2018 04 20 Per il Fisco è da ritenersi pacifico che le operazioni riscontrate sul medesimo C/C bancario sono riferibili all’attività economica della ditta sottoposta a verifica, gravando anche su quest’ultima l’onere di fornire prova contraria. ^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – ORDINANZA DEL 20 APRILE 2018, N. 9845 Rilevato in fatto che: con ricorso per cassazione, affidato ad un motivo, A.A. impugnava la sentenza della CTR della Lombardia n. 133/45/12 del 05/12/2012 la quale, in parziale accoglimento dell’appello dalla stessa proposto, aveva riformato la sentenza della CTP di Pavia n.245/1/11, che, a sua volta, aveva parzialmente riconosciuto le ragioni della contribuente con riferimento all’avviso di accertamento con cui le era stato contestato, a seguito di alcune indagini bancarie, maggiori ricavi e un maggiore volume d’affari a fini IRAP relativamente all’anno d’imposta 2006; per quanto ancora interessa, la CTR riteneva di non potere accogliere i rilievi della sig.ra A. con riferimento ad un conto bancario intestato ad un terzo soggetto “avuto riguardo alla incontroversa possibilità della contribuente di operare a piacimento sul citato conto”; l’Agenzia delle entrate resisteva con controricorso. Considerato in diritto che: con l’unico motivo…

accertamenti bancari sui conti dell’amministratore e della figlia – onere prova all’ufficio Cass. 9212 20018 04 13
accertamenti bancari / 2018-04-13

accertamenti bancari sui conti dell’amministratore e della figlia – Manca la prova che gli spostamenti di denaro sia riferibili all’azienda Cass. 9212 20018 04 13 I giudici della Cassazione osservano che “non è necessario che risulti, perché l’Ufficio ne abbia dato prova, che i C/C siano fittiziamente intestati a terze persone” ma “è pur sempre necessario che l’Agenzia provi che i conti, se pure a costoro intestati nella realtà, siano comunque utilizzati, anche in parte, per operazioni riferibili alla società contribuente anche tramite presunzioni, sia pure senza necessità di provare altresì che tutte le movimentazioni di tali rapporti rispecchino operazioni aziendali”. In questo caso, l’Agenzia “non ha dedotto elementi atti a consentire di affermare che i movimenti rilevati sui conti personali dell’amministratore e della figlia, della quale non è chiarita la qualità in seno alla società, fossero effettivamente riferibili all’azienda”. ^^^^^^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 13 aprile 2018, n. 9212 Tributi – Accertamenti bancari su conti correnti dell’amministratore della società e di suoi familiari – Intestazione fittizia – Movimentazione non adeguatamente giustificate – Riconducibilità ad operazioni societarie – Prova a carico dell’Amministrazione. Fatti di causa L’Agenzia delle entrate recuperò nei confronti della s.r.l. G.T.M. maggiore materia imponibile per l’anno…

accertamenti bancari riguarda tutti i contribuenti 2018 04 04
accertamenti bancari / 2018-04-04

accertamenti bancari riguarda tutti i contribuenti 2018 04 04 Imposte sui redditi: la presunzione di maggior ricchezza nasce in banca. La possibilità, per il Fisco, di indagare anche sui conti correnti è riconosciuta dalle norme sull’accertamento riguardante tutti i contribuenti, non solo imprese. SINTESI: In tema d’imposte sui redditi, la presunzione legale (relativa) della disponibilità di maggior reddito, desumibile dalle risultanze dei conti bancari giusto art. 32, comma 1, n. 2, del DPR n. 600 del 1973, non è riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o da lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti, come si ricava dal successivo art. 38, riguardante l’accertamento del reddito complessivo delle persone fisiche, che rinvia allo stesso art. 32, comma 10, n. 2 (Cfr., in tal senso, Cass. 1519/2017). Ordinanza n. 7277 del 23 marzo 2018 (udienza 25 gennaio 2018) Cassazione civile, sezione V – Pres. Virgilio Biagio – Est. Perrino Angelina Maria Imposte sui redditi – Articolo 32, comma 1, n. 2, del Dpr 600/1973 – Presunzione di maggior reddito desumibile dalle risultanze dei conti bancari – Non è riferibile ai soli titolari di reddito di impresa o da lavoro autonomo, ma si estende alla generalità dei contribuenti. pubblicato Mercoledì…

accertamento sintetico – sospette i movimenti bancari in ambito familiare 2018 03 23 

accertamento sintetico – sospette i movimenti bancari in ambito familiare 2018 03 23 Rapporti credito-debito in ambito familiare: elemento non sufficiente a giustificare i movimenti bancari. A fronte dell’accertamento sintetico calibrato su fattori ­indice, resta a carico del contribuente, posto nella piena condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei precisi fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore. ^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – SEZIONE TRIBUTARIA – ORDINANZA 23 MARZO 2018, N.7277 Fatti di causa L’Agenzia delle Entrate rettificò le dichiarazioni dei redditi per gli anni d’imposta 2003 e 2004 di G.C. ed irrogò le relative sanzioni pecuniarie, in esito ad accertamento con metodo sintetico dei redditi prodotti; in particolare, fece leva sul reddito di capitale scaturente dall’acquisizione di azioni di valore di gran lunga superiore a quello complessivo dichiarato. La contribuente impugnò i relativi avvisi di accertamento, senza successo in primo grado. Di contro, la CTR ha accolto il successivo appello da lei proposto. Ha al riguardo sostenuto che dai documenti prodotti si possa evincere che le movimentazioni bancarie valorizzate dall’Ufficio s’inquadrano in operazioni di sistemazione di rapporti credito-debito intercorsi nell’ambito familiare, sicché, ha concluso, la contribuente ha offerto un’analitica giustificazione di…

accertamenti bancari – onere prova grava sul contribuente 2018 02 19 
accertamenti bancari / 2018-02-19

accertamenti bancari – onere prova grava sul contribuente 2018 02 19 In tema di accertamento delle imposte sui redditi, qualora l’accertamento effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di C/C bancari, l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, secondo l’art. 32 dpr 600/73, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, determinandosi un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare, con una prova non generica ma analitica per ogni versamento bancario, che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili ^^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – ORDINANZA DEL 19 FEBBRAIO 2018, N. 4003 Rilevato che la Corte, costituito il contraddittorio camerale sulla relazione prevista dall’art. 380 bis c.p.c. delibera di procedere con motivazione semplificata; che l’Agenzia delle Entrate propone ricorso per cassazione nei confronti della sentenza della CTR del Molise che aveva accolto l’appello di M.V. contro la decisione della CTP di Campobasso. Quest’ultima aveva respinto l’impugnazione del contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF, per l’anno 2005; Considerato che il ricorso è affidato a tre motivi; che, col primo rilievo, si denuncia violazione degli artt. 132 comma 2° n. 4 c.p.c., 118 disp. att. c.p.c., 36 D.Lgs. n. 546/1992, in relazione all’art….

accertamenti bancari cfr professionisti – presunzione legale limitata 2018 02 02
accertamenti bancari / 2018-02-04

2018 02 02 accertamenti bancari cfr professionisti – presunzione legale limitata   Presunzione legale “limitata” per il professionista (Cass. 27046/2017). Va ritenuto che la presunzione legale posta dall’art.32, dpr 600/73, resta invariata limitatamente ai “versamenti” ingiustificati e non annotati nelle scritture contabili effettuati sui conti correnti dal professionista o dal lavoratore autonomo, sicchè costoro sono onerati di provare in modo analitico l’estraneità di tali movimenti a fatti imponibili; mentre, al contrario, con riferimento ai “prelevamenti” ingiustificati dal conto corrente bancario e non annotati nelle scritture contabili, grava sull’A.F. l’onere di provare che essi siano stati utilizzati dal libero professionista o dal lavoratore autonomo per acquisti inerenti alla produzione del reddito, conseguendone dei ricavi (Cass., Sez. 5, n. 16697 del 09/08/2016; Sez. 6 – 5, n. 3628 del 10/02/2017). ^^^ CORTE DI CASSAZIONE – ORDINANZA DEL 15 NOVEMBRE 2017, N. 27046 Osserva – L’Agenzia delle Entrate ha proposto tre motivi di ricorso per la cassazione della sentenza di cui in epigrafe, con la quale la Commissione Tributaria Regionale della Sicilia, Sezione Distaccata di Catania, in accoglimento dell’appello proposto da C.E. (avvocato libero professionista), annullò l’avviso di accertamento alla stessa notificato per IVA, IRPEF e IRAP relative all’anno di imposta 2004, a…

accertamenti bancari – prova analitica 2018 01 26
accertamenti bancari / 2018-01-27

2018 01 26 accertamenti bancari – prova analitica Indagini bancarie: prova analitica per smontare la pretesa del Fisco. Occorre l’indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento, per dimostrare come ciascuna delle operazioni sia estranea a fatti imponibili. Qualora l’accertamento delle imposte sui redditi effettuato dall’ufficio finanziario si fondi su verifiche di conti correnti bancari, l’onere probatorio dell’Amministrazione è soddisfatto, secondo l’art. 32 del DPR n. 600 del 1973, attraverso i dati e gli elementi risultanti dai conti predetti, mentre si determina un’inversione dell’onere della prova a carico del contribuente, il quale deve dimostrare che gli elementi desumibili dalla movimentazione bancaria non sono riferibili ad operazioni imponibili, fornendo, a tal fine, una prova non generica, ma analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili (Cfr., ex multis, Cass. 18081/2010 e 15857/2016). Sentenza n. 441 dell’11 gennaio 2018 (udienza 25 gennaio 2017) – Cassazione civile, sezione V Accertamento imposte sui redditi – Verifiche sui conti correnti bancari – Il contribuente deve dimostrare che i movimenti bancari non sono riferibili ad operazioni imponibili – La prova deve essere analitica con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario…

accertamenti bancari conto cointestato 2018 01 07
accertamenti bancari / 2018-01-10

2018 01 07 accertamenti bancari conto cointestato Conto cointestato: di chi sono i soldi? La divisione del conto è a metà tra i due contitolari se non c’è dimostrazione che la donazione è solo fittizia e strumentale a eseguire le operazioni bancarie. Se dovessi decidere di cointestare il tuo conto corrente – quello su cui viene depositato lo stipendio o la pensione – a tua moglie o a tuo marito, a tuo figlio o a tuo nipote, quali sarebbero le conseguenze? Se la scelta dovesse essere dettata solo dalla necessità di consentire al contitolare di operare allo sportello e di prelevare, così come di versare contanti, di effettuare pagamenti e bonifici, di saldare le bollette, le tasse o il mutuo con la banca, sarebbe poi quest’ultimo anche proprietario della metà dei soldi depositati in banca o alla posta? La cointestazione – in altre parole – si può considerare una donazione del 50% dei soldi? Il problema è tutt’altro che isolato. Si pensi al caso in cui una persona, in età avanzata, cointesta il conto a uno dei figli e poi questi, alla morte del genitore, pretende di avere la metà per sé, senza cioè dividerla con gli altri eredi. Su questi…

accertamenti bancari – sui professionisti 2017 08 10
accertamenti bancari / 2017-08-10

accertamenti bancari – sui professionisti 2017 08 10 Indagini bancarie sui professionisti. Resta la presunzione legale per i versamenti. Stop ad equiparazione imprenditore/libero professionista, solo per i prelevamenti.   In tema di accertamento delle imposte sui redditi, resta invariata la presunzione legale di cui all’art.32 dpr 600/73 con riferimento ai versamenti effettuati sul conto corrente del professionista o lavoratore autonomo. Sicché questi è onerato di provare in modo analitico l’estraneità di tali movimenti ai fatti imponibili, essendo venuta meno, all’esito della sentenza della Corte Costituzionale n. 228 del 2014, l’equiparazione logica tra attività imprenditoriale e professionale limitatamente ai prelevamenti sui conti correnti. E’ questa – secondo la Suprema Corte, Sezione tributaria – l’interpretazione più coerente della citata sentenza n. 228/2014, con cui la Consulta, si sovviene, aveva ritenuta illegittima la norma sugli accertamenti bancari che prevedeva una presunzione legale, a favore del fisco, dei maggiori compensi verso i professionisti (in analogia a quanto sin ora previsto per i titolari di reddito d’impresa), se questi ultimi non fossero stati in grado di fornire indicazioni sugli importi riscossi. La pronuncia in questione, rileva il Collegio, presenta una discrasia tra il dispositivo e la motivazione, per cui occorre far riferimento – onde addivenire ad una corretta interpretazione – al quesito posto dal Giudice rimettente ed alle conclusioni da esso rassegnate,…