accertamento integrativo x stesso anno legittimo cas1459 2018 01 19

2018 01 19 accertamento bis per lo stesso anno legittimo cas1459 Nuove indagini della Finanza sulle annualità già esaminate: legittimi gli avvisi di accertamento bis. CORTE DI CASSAZIONE – SEZIONE SESTA CIVILE TRIBUTARIA – ORDINANZA 19 GENNAIO 2018, N. 1459 Ragioni della decisione La Corte, costituito il contraddittorio ai sensi dell’art. 380-bis cod. proc. civ. (come modificato dal decreto-legge 31 agosto 2016, n. 168, convertito con modificazioni dalla legge 25 ottobre 2016, n. 197), osserva con motivazione semplificata. L’Agenzia delle Entrate, denunciando violazione di norme di diritto sostanziali (artt. 41-bis e 43, d.p.r. n. 600/1973; art. 57, d.p.r. n. 633/1972), ricorre per la cassazione della sentenza della Commissione tributaria regionale della Toscana che, nel rigettare l’appello dell’ufficio, ha ritenuto illegittima la notificazione a E.D.L. di nuovi avvisi di accertamento per le medesime annualità (2004, 2005, 2006) di quelli già notificati il 16 aprile 2010, ancorché ciò fosse avvenuto a seguito di ulteriori e successive indagini della Guardia di Finanza. Il ricorso è fondato. 2.1. Va premesso che l’introduzione dell’accertamento parziale (art. 41- bis, d.p.r. n. 600/1973) è avvenuta al fine di consentire al Fisco di procedere speditamente all’accertamento dei tributi evasi ogniqualvolta emerga con immediatezza l’infedeltà del contribuente (v. Cass.,…

accertamento integrativo legittimo 2017 10 03 cas21237

2017 10 03 accertamento integrativo legittimo Con nuovi elementi probatori, accertamento integrativo legittimo. Possono anche non essere strettamente contabili, ma tali, tuttavia, da indurre una rivalutazione dei documenti contabili già in possesso dell’amministrazione finanziaria. I documenti extracontabili ritrovati in occasione di una seconda verifica possono costituire un elemento probatorio nuovo e legittimare l’emissione dell’avviso di accertamento integrativo, ex articoli 43 del Dpr 600/1973 e 57 del Dpr 633/1972. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza 21237 del 13 settembre 2017. La vicenda processuale Nei confronti di una società, l’ufficio ha emesso un avviso di accertamento integrativo a seguito di una seconda verifica fiscale effettuata dalla Guardia di finanza, nel corso della quale è stata riscontrata l’esposizione di componenti positivi fittizi costituiti da: illegittima sopravvalutazione del magazzino; illegittima emissione di fatture attive relative a operazioni ritenute inesistenti; illegittima deduzione di spese relative a operazioni ritenute inesistenti. L’avviso integrativo veniva impugnato dal contribuente. Sia la Commissione tributaria provinciale che la Commissione tributaria regionale hanno accolto le doglianze della società ricorrente. In particolare, per i giudici di merito, i due avvisi relativi al periodo d’imposta 2003, che si sono succeduti, pur essendo basati su due distinti pvc, hanno a oggetto il controllo…

accertamento integrativo valido 2016 01 21 cas576

2016 01 21 valido Valido l’accertamento integrativo se c’è conoscenza di nuovi elementi. E non è detto che debbano essere necessariamente reddituali, poiché l’emersione di ulteriori cespiti imponibili legittima senz’altro l’adozione di un autonomo avviso. La sopravvenienza di nuovi elementi, da parte dell’Agenzia delle Entrate, legittima l’accertamento integrativo, qualora l’ufficio, successivamente all’accertamento originario, venga a conoscenza di elementi fattuali, probatoriamente rilevanti, sconosciuti al momento dell’emissione dell’avviso di accertamento originario. È quanto precisato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 576 del 15 gennaio 2016. I fatti A una società contribuente veniva notificato un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate determinava una maggiore imposta Irpeg, oltre interessi e sanzioni, conseguente a una maggiore plusvalenza derivante dalla rettifica del corrispettivo conseguito con una cessione di ramo di azienda. A seguito di alcune segnalazioni interne, l’Agenzia veniva a conoscenza del fatto che il medesimo ramo di azienda era stato riacquistato dalla stessa società contribuente con attribuzione di un valore di avviamento di gran lunga superiore a quello determinato in occasione della prima cessione. Conseguentemente veniva emesso un avviso di accertamento integrativo, con il quale veniva stabilita una maggiore plusvalenza rispetto a quella originariamente determinata con il primo avviso di accertamento. Avverso…