2020 04 21 controversie legali: Come dimostrare di aver pagato un acconto all’avvocato

2020 04 21 controversie legali: Come dimostrare di aver pagato un acconto all’avvocato La testimonianza del cliente è sufficiente per provare il versamento di anticipi in contante all’avvocato? È finita la causa e il tuo avvocato ti ha chiesto un compenso che, secondo le tue stime, è troppo elevato. Nel corso del giudizio, peraltro, gli hai più volte consegnato dei contanti a titolo di anticipi. Di tanto, però, lui non ti ha mai firmato alcuna ricevuta, né ha emesso la fattura. Ora, ti chiedi come fare a contestare la parcella e a detrarre gli importi già corrisposti. Insomma, come dimostrare di aver pagato un acconto all’avvocato? La questione è finita sul banco della Cassazione [1]. Premesso che l’omissione della fattura costituisce un illecito tributario, per il quale può agire l’Agenzia delle Entrate nei confronti del contribuente evasore, è necessario tuttavia avere sempre una pezza giustificativa per dimostrare tale inadempimento. E la pezza giustificativa è, di solito, una quietanza di pagamento rilasciata, anche se in via informale, dallo stesso professionista. In ogni caso, se anche il Fisco dovesse rilevare l’illecito tributario commesso dall’avvocato, il comportamento non rientrerebbe nella sfera penale (non costituirebbe cioè un reato per via dell’importo); quindi, non sarebbe “denunciabile” alle autorità come…

2020 04 21 controversie legali: Firma: prima il nome o il cognome?
controversie legali / 2020-04-21

2020 04 21 controversie legali: Firma: prima il nome o il cognome? Si può contestare una firma diversa da quella fatta in precedenza? Come deve essere la firma e che succede se cambia nel tempo? Al momento della firma, va prima il nome o il cognome? Non è una domanda frequente: chi sottoscrive un documento si limita, il più delle volte, ad apporre una sigla o uno scarabocchio, frutto più dell’abitudine che di una attenta meditazione. Tuttavia a qualcuno può sorgere ugualmente il dubbio: è più corretto firmare nome+cognome oppure cognome+nome? Cosa prevede la legge a riguardo? Cerchiamo di scoprirlo in questa breve guida. Indice 1Firma: va prima il nome o il cognome? 2Come si firma? 3Chi può contestare la firma? Firma: va prima il nome o il cognome? Non c’è alcuna norma di legge che stabilisca di firmare prima con il nome e poi il cognome o, viceversa, prima con il cognome e poi il nome. Tutte le volte in cui una norma richiede una sottoscrizione si limita a parlare genericamente di «firma», sottintendendo con ciò le generalità anagrafiche del soggetto. Il che significa, ad esempio, che se una persona è registrata all’anagrafe come Giuseppe Maria Rossi, dovrà firmarsi in questo modo anche se tutti…

2020 04 15 controversie legali: Diritto al ripensamento: ultime sentenze

2020 04 15 controversie legali: Diritto al ripensamento: ultime sentenze Leggi le ultime sentenze su: diritto di ripensamento; pubblicità ingannevole; pratica commerciale scorretta; contratto di fornitura di energia elettrica. Cos’è il diritto di ripensamento? Quando viene concesso? Il diritto di ripensamento è previsto solo se il contraente può essere qualificato come consumatore; il contratto è stipulato a distanza (ad esempio, per telefono o via internet) oppure al di fuori dei locali commerciali. In pratica, entro quattordici giorni dalla ricezione della merce oppure dalla sottoscrizione del contratto di servizi, puoi recedere dal contratto. Per maggiori informazioni sul diritto di ripensamento leggi le ultime sentenze. Indice 1Il diritto di ripensamento 2Diritto di ripensamento per vizi di merito originari dell’atto 3Autorità Garante della concorrenza e del mercato 4Recesso unilaterale dal contratto 5Il diritto di ripensamento e istituto della revoca 6Esercizio del diritto di ripensamento 7Tutela dell’interesse dell’utente o del consumatore 8Tutela della libertà negoziale   ….. https://www.laleggepertutti.it/372592_diritto-al-ripensamento-ultime-sentenze

email – fa piena prova – cass. 11606 2018 05 11 
controversie legali , email / 2018-05-11

email – fa piena prova – cass. 11606 2018 05 11 Per la Cassazione l’email rientra nelle riproduzioni informatiche e forma piena prova se non viene disconosciuta la conformità ai fatti o alle cose ivi rappresentate. Ai sensi dell’art. 1, comma 1, lettera p), del codice dell’amministrazione digitale, l’e-mail costituisce un “documento informatico”, ovvero un “documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti“. Pertanto, anche se priva di firma, l’e-mail rientra tra le riproduzioni informatiche, ovvero fra le rappresentazioni meccaniche indicate, con elencazione non tassativa, dall’articolo 2712 c.c., e dunque forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale viene prodotta non ne disconosca la conformità ai fatti o alle cose medesime. 2018 05 11 email fa piena prova cass 11606