credito Iva inesistente – sanzioni – 2018 05 08 

credito Iva inesistente – sanzioni – 2018 05 08   Credito Iva inesistente, compensato ma già sanzionato. Una pena basta. La questione interpretativa è stata risolta grazie a un’attenta lettura delle disposizioni relative al caso prospettato, che nel corso del tempo hanno subito modifiche sostanziali. Con la risoluzione n. 36/E dell’8 maggio, l’Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti in merito al trattamento sanzionatorio da adottare a seguito dell’utilizzo in compensazione di crediti Iva inesistenti, già recuperati in ambito accertativo e sanzionati per illegittima detrazione e infedele dichiarazione, ai sensi degli articoli 6, comma 6, e 5, comma 4, del Dlgs 471/1997. In particolare, con il documento di prassi è stato chiarito se, nell’ipotesi rappresentata, debba essere irrogata anche l’ulteriore sanzione di cui all’articolo 13, comma 5, dello stesso decreto legislativo. La questione interpretativa, prospettata nell’ambito di una consulenza giuridica, origina dal seguente caso concreto. Nell’avviare un’attività istruttoria nei confronti di alcune società, l’Amministrazione finanziaria ha rilevato la contabilizzazione di fatture passive per operazioni inesistenti, al fine di creare, artatamente, un credito Iva da utilizzare anche in compensazione (articolo 17, Dlgs 241/1997). I destinatari degli accertamenti hanno eccepito la duplicazione della sanzione irrogata con gli atti di recupero del credito Iva inesistente, esposto in…

credito Iva inesistente – sanzioni – ris. 36/E 2018 05 08

credito Iva inesistente – sanzioni – ris. 36/E 2018 05 08 In caso di operazioni inesistenti, se è stata recuperata e sanzionata l’illegittima detrazione dell’Iva addebitata in fattura e l’infedeltà dichiarativa, non è punibile anche il successivo utilizzo del credito inesistente in compensazione: è questo il chiarimento fornito con la Ris. Min. 36/E/2018. 2018 05 08 credito Iva inesistente sanzione ris 36E

dichiarazione Iva – omessa dichiarazione e detrazione credito Iva Cass 6488 2018 03 18 

dichiarazione Iva – omessa dichiarazione e detrazione credito Iva Cass 6488 2018 03 18 Dichiarazione IVA omessa: è possibile far valere il credito sottostante? La Corte di Cassazione è tornata ad esaminare la possibilità di far valere il credito IVA in presenza di dichiarazione annuale omessa. L’ultimo intervento in ordine di tempo è riferibile  all’ordinanza n. 6488 depositata il 16 marzo scorso. Come già avvenuto in passato il giudice di legalità ha riconosciuto l’esistenza del credito Iva anche laddove il contribuente abbia omesso la presentazione della dichiarazione annuale, se in grado di dimostrare la sussistenza dei requisiti sostanziali. In questo caso l’onere della prova è esclusivamente a carico del contribuente che richiede l’esercizio del diritto. Nel caso in contestazione l’Ufficio aveva emesso una cartella di pagamento per un importo pari al credito Iva, in presenza di dichiarazione Iva tardiva.  Nel ricorso introduttivo il contribuente osservava come fossero già stati forniti all’ufficio tutti gli elementi necessari per verificare la sussistenza dei requisiti sostanziali per scomputare il credito Iva disconosciuto. Il giudice di prime cure ha accolto il ricorso del contribuente. Invece il giudice di appello ha accolto le motivazioni dell’Agenzia delle entrate circa l’illegittima del credito. Secondo l’Agenzia delle entrate “Ferma restando la…

credito Iva Rimborso Iva senza dichiarazione 2016 10 03
crediti IVA , rimborso IVA / 2016-10-03

2016 10 03 credito Iva – rimborso Iva senza dichiarazione Crediti Iva senza dichiarazione: la posizione delle Sezioni unite. A fronte della contestazione dell’ufficio, è onere del contribuente provare adeguatamente le condizioni sostanziali cui la normativa ricollega l’insorgenza del diritto alla detrazione. Con le sentenze 17757 e 17758 dell’8 settembre 2016, la Corte di cassazione è intervenuta a sezioni unite al fine di comporre un annoso contrasto verificatosi all’interno della giurisprudenza di legittimità in ordine al trattamento da riservare alle eccedenze di credito Iva maturate in un periodo d’imposta per il quale la relativa dichiarazione annuale è stata omessa dal contribuente, sia con riguardo ai profili sostanziali e alla sorte del credito maturato, sia con riguardo alle procedure utilizzabili dall’Amministrazione finanziaria ai fini del controllo di tali fattispecie. Al riguardo, le Sezioni unite hanno affermato importanti principi, ovvero che: l’omissione della dichiarazione Iva da parte del soggetto passivo non comporta ex sela perdita del credito maturato nella stessa annualità (circostanza che si verifica solo in assenza dei requisiti sostanziali del diritto alla detrazione), ma è onere del contribuente, a fronte della contestazione di omissioni o irregolarità, fornire adeguata prova dell’esistenza delle condizioni sostanziali cui la normativa ricollega l’insorgenza del diritto alla…