finanziamento tra privati – tassazione 2016 09 02 

  finanziamento tra privati – tassazione 2016 09 02 Tassazione del finanziamento soci enunciato in altro atto registrato – 2 Per la Cassazione, è corretto l’avviso di liquidazione per imposta e sanzioni su delibera di azzeramento e ricostituzione di capitale sociale, anche in caso di accordo non scritto. Sulla tassazione dell’atto/accordo enunciato o, più specificamente, del finanziamento soci enunciato si è pronunciata ripetutamente, anche in tempi recenti, la Corte di cassazione: – nella sentenza 5946/2007, ha precisato che l’articolo 22 si riferisce anche all’enunciazione di atti soggetti a registrazione solo in caso d’uso, affermando che “se il legislatore ha specificato nella parte finale del comma 1 che <<Se l’atto enunciato era soggetto a registrazione in termine fisso è dovuta anche la pena pecuniaria di cui al D.P.R. n. 131 del 1986, art.69>>, è evidente che ha inteso includere anche gli atti soggetti a registrazione in caso d’uso e poiché la enunciazione di tali ultimi atti non configura, ai sensi dello stesso D.P.R. n. 131 del 1986, art. 6, come innanzi rilevato, un “uso” deve concludersi per l’assoggettamento di tali atti all’imposta a prescindere dall’“uso” D.P.R. n. 131 del 1986, ex art. 6, cit. dei medesimi e sulla base della sola enunciazione” –…

finanziamenti tra privati – tra soci – occasionale temporaneo – Cass. 2404 2010 03 03 

  finanziamenti tra privati – tra soci – occasionale temporaneo – Cass. 2404 2010 03 03 La quinta sezione penale della Corte di Cassazione (sentenza 2404/2010) ha dato il via libera al prestito tra amici. Non è esercizio abusivo del credito. La pronuncia chiarisce la portata dell’art. 132 del D.lgs. 385/1993 e richiama l’art. 106 dello stesso decreto per precisare cosa debba intendersi per attività finanziaria. In essa vi rientra sicuramente l’erogazione di prestiti e finanziamenti ma, annotano i supremi giudici, per integrare questa fattispecie di reato è necessario che l’attività sia svolta nei confronti del pubblico e non si tratti quindi di una erogazione fatta in via occasionale. ^^^^ Bisogna chiedersi quando la legge consente il prestito tra privati e quando, invece, tale attività costituisce reato punibile ai sensi dell’art. 132 del testo unico bancario (attività abusiva finanziaria). Alla suddetta domanda ha risposto la Corte di Cassazione(con la sentenza n. sent. n. 2404/2010) precisando che l’erogazione di prestiti privati non costituisce a priori “esercizio abusivo del credito” e, pertanto, non commettono reato coloro che prestano soldi ad amici e conoscenti sotto forma di “mutuo”, chiedendo soltanto il rimborso del capitale prestato e gli interessi convenuti tra le parti, purché però non siano al di sopra del…