imposta successione come non lasciare agli eredi 2018 01 07

2018 01 07 imposta successioni e donazini come non lasciare agli eredi Come non lasciare l’eredità ai parenti. Dalla vendita, alla donazione, alla dichiarazione di indegnità: tutti i metodi per fare in modo di non lasciare l’eredità ai familiari più stretti e legittimari. Il capitolo «eredità» del nostro codice civile risente ancora di una concezione familiare della ricchezza, tant’è vero che la legge non lascia libero nessuno di noi di stabilire a chi fare testamento. O meglio, esiste una quota del proprio patrimonio che deve andare necessariamente ai familiari più stretti (cosiddetta «quota legittima») mentre il residuo può essere lasciato a chi si vuole (cosiddetta «quota disponibile»). Queste quote intervengono solo nel caso in cui il defunto abbia fatto testamento mentre, se non c’è un testamento o questo viene annullato, è la legge stessa a stabilire tra debba essere diviso il patrimonio, sicché problemi, in quel caso, non si pongono sin dall’origine. I familiari più stretti che hanno diritto alla quota legittima (cosiddetti legittimari) sono in realtà pochi: si tratta del coniuge e dei discendenti (figli e nipoti), in assenza dei quali subentrano gli ascendenti (genitori e nonni). Ma esiste un moto per non lasciare l’eredità ai parenti nonostante quanto disposto dalla legge?…

imposta successione quota legittima e disponibile 2018 01 07

2018 01 07 imposta successioni e donazioni quota legittima e disponibile Eredità: quale parte di patrimonio si può lasciare a chi si vuole? Quota disponibile: qual è la quota di eredità che non rientra nella quota legittima e che si può dare ad amici e ad altri parenti? Non si è completamente liberi neanche da morti! Chi fa testamento deve sapere che la legge gli consente di disporre come vuole dei propri beni solo per una determinata quota, mentre il resto deve andare obbligatoriamente ai parenti più stretti, i cosiddetti legittimari. Questi ultimi hanno sempre diritto a una parte del patrimonio del loro familiare, anche se nel testamento non vengono citati o vengono diseredati (cosa che, peraltro, nel nostro ordinamento, è vietata). Perché mai questa limitazione di libertà? Perché siamo ancora legati a un concetto di economia “familiare”, dove il patrimonio del singolo è considerato il risultato di un “lavoro di gruppo”, dei risparmi e dei sacrifici di una famiglia intera, dei contributi – diretti o indiretti – anche dei conviventi. Il codice civile – non dimentichiamolo – è di derivazione fascista e, come tale, è indirizzato a evitare la dispersione del patrimonio della famiglia a terzi, in modo da garantire…