lavoro dipendente – pagamento retribuzioni inferiori – reato estorsione e autoriciclaggio Cass 25979 2018 06 15

lavoro dipendente – pagamento retribuzioni inferiori – reato estorsione e autoriciclaggio Cass 25979 2018 06 15 La sentenza n. 25979/2018 della seconda sezione penale della Cassazione stabilisce che i datori di lavoro che costringono i dipendenti ad accettare retribuzioni più basse del dovuto, dissimulando l’origine dei fondi, rispondono sia del reato di estorsione che di autoriciclaggio La seconda sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza 25979/2018, stabilisce che qualora l’impresa utilizzi le retribuzioni estorte al dipendente per autofinanziare l’attività imprenditoriale, in modo da ostacolare la corretta identificazione della provenienza delle somme, commette reato di autoriciclaggio. 2018 06 15 lavoro dipenente retribuz inferiore reato cas25979

lavoro subordinato o collaborazione – Cass. 10077 2018 04 24 
cococo , lavoratore dipendente / 2018-04-24

lavoro subordinato o collaborazione – Cass. 10077 2018 04 24   CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 aprile 2018, n. 10077 Rapporti controversi di natura subordinata – Assenza di un “progetto” – Caratteri tipici della subordinazione Fatto Ritenuto che l’INPS, in sede di ispezione, assumeva che una serie di lavoratori a progetto impiegati dalla società S. di D.P.D. & C. S.n.c., svolgessero, in realtà, l’attività tipica dei lavoratori subordinati; che, emessa cartella esattoriale per il pagamento dei contributi dovuti per i suddetti lavoratori, la società proponeva opposizione; che, accolta l’opposizione ed appellata la sentenza, la Corte d’Appello di Firenze (sentenza 22.6.2012-5.7.2012 nr. 724 del 2012) accoglieva l’impugnazione, rilevando l’assenza di un “progetto” e, comunque, riscontrando, nell’attività concretamente svolta dai lavoratori, i caratteri tipici della subordinazione; che propone ricorso per cassazione la società S. di D.P.D. & C. S.n.c. affidato a tre motivi; che, con i primi due motivi, denuncia ( ai sensi dell’art. 360 nr. 3 cod. proc. civ), violazione e falsa applicazione di norme di diritto in relazione agli artt. 61 e 69 D. Igs 276/2003 ed all’art. 41 Cost. per aver il giudice di merito: 1) erroneamente escluso la sussistenza dei progetti, invece specifici e conformi alle prescrizioni di legge; 2) travalicato…

lavoro dipendente – lecito il lavoro tra familiari – Cass. sez. lav. 4535 2018 02 27 
lavoratore dipendente / 2018-02-27

lavoro dipendente – lecito il lavoro tra familiari – Cass. sez. lav. 4535 2018 02 27 Con approfondimento del 7 maggio 2018, la Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro analizza la Sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, del 27 febbraio 2018, n. 4535 che rende consolidato l’orientamento che vuole lecito il lavoro tra familiari, ponendosi, così, in aperto contrasto con la posizione dell’Inps che continua a considerare il lavoro familiare come strumento di dissimulazione per garantire una prestazione pensionistica. Sul punto, la Suprema Corte interviene con la Sentenza in commento affermando che, in presenza di indici oggettivi che consentono di riconoscere un effettivo inserimento organizzativo e gerarchico nell’organizzazione aziendale, nulla osta alla possibilità di riconoscere piena legittimità al rapporto di lavoro subordinato anche tra familiari, purché risulti: l’onerosità della prestazione; la presenza costante presso il luogo di lavoro previsto dal contratto; l’osservanza di un orario; il “programmatico valersi da parte del titolare della prestazione lavorativa” del familiare; la corresponsione di un compenso a cadenze fisse. Ciò in quanto dalla predetta sussistenza può oggettivamente desumersi “piuttosto che una partecipazione all’attività dettata da motivi di assistenza familiare legati alla condizione personale […] una tipologia di relazione maggiormente compatibile con la logica del corrispettivo della prestazione, piuttosto che con la…

agevolazioni fiscali – detassazione lavoro notturno RM 83 2010 08 17

2010 08 17 agevolazioni fiscali – detassazione lavoro notturno RM 83 La risoluzione n. 83/E del 17/08/2010 e le nuove circolari n. 47/E e n. 48/E del 27/09/2010 dell’Agenzia delle Entrate sulla detassazione del lavoro notturno SOMMARIO: 1. Premessa – 2. Le “incerte” precisazioni della risoluzione n. 83/E del 17/08/2010 e la ratio della norma – 3. Gli ulteriori chiarimenti: le circolari n. 47/E e n. 48/E del 27/09/2010 – Allegati: a) fac-simile richiesta istanza del lavoratore – b) fac-simile certificazione datore di lavoro. PREMESSA La risoluzione n. 83 del 17 agosto 2010 dell’Agenzia delle Entrate interviene de integroa dissipare (rectius dovrebbe ) il vacuum interpretativo lasciato aperto dalle precedenti circolari del 14 maggio 2008, n. 59/E e dell’11 novembre 2008, n. 49/E circa l’ambito applicativo delle disposizioni agevolative sulla detassazione degli straordinari[1]. Infatti, con la nota prot. N. 109657 del 30 luglio 2010, in risposta ad un interpello presentato da Confindustria, la stessa Agenzia fornisce ulteriori chiarimenti anche sull’onda dell’accordo aziendale sottoscritto dalla Fiat con le organizzazioni sindacali per la gestione dello stabilimento di Pomigliano D’Arco in cui è presente al punto 1 una specifica regolamentazione dei 18 turni di lavoro settimanale parte di essi svolti durante il periodo notturno. LE PRECISAZIONI E LA RATIO DELLA NORMA In particolare, il…

lavoro dipendente – incarico di consulenza – redditi diversi 2017 12 18
lavoratore dipendente / 2017-12-18

2017 12 17 dipendente pubblico con incarichi di consulenza Rientrano tra i redditi diversi gli incarichi di consulenza del dipendente pubblico. Qualificazione dei redditi per attività di consulenza esterna di un dipendente pubblico. In assenza dei requisiti di abitualità e professionalità i redditi percepiti dal dipendente pubblico per incarichi di consulenza sono da qualificarsi come “redditi diversi”. A tale conclusione la CTR friulana è giunta attraverso la lettura del combinato disposto dagli articoli 5 del D.P.R. 633/72 e 67 del D.P.R. 917/86. I giudici friulani, rifacendosi tra l’altro alla sentenza delle SS. UU. della CTC emessa in data 12 aprile 1996, hanno ritenuto errata la decisione dei primi giudici poiché fondata essenzialmente sull’entità dei compensi percepiti tralasciando, invece, la natura e l’esatta configurazione delle prestazioni lavorative offerte. (Comm. Trib. Reg. Friuli Venezia-Giulia. Sentenza n. 233/1 del 18/12/2017) ^^ Art.5, Dpr 633/72 (Esercizio di arti e professioni) Testo in vigore dal: 23-2-2003 Per esercizio di arti e professioni si intende l’esercizio per professione abituale, ancorche’ non esclusiva, di qualsiasi attivita’ di lavoro autonomo da parte di persone fisiche ovvero da parte di societa’ semplici o di associazioni senza personalita’ giuridica costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata delle attivita’…

lavoro dipendente – professore condannato perchè svolgeva altra attività senza autorizzazione della propria amministrazione – 2014 09 12 
lavoratore dipendente / 2014-09-12

lavoro dipendente – professore condannato perchè svolgeva altra attività senza autorizzazione della propria amministrazione – 2014 09 12 2014 09 12 prof svolge altra att senza autorizz Condannato il professore che senza autorizzazione faceva l’ingegnere e l’amministratore di condominio. La Corte dei Conti condanna un docente a risarcire il danno, per tutti i compensi guadagnati senza il consenso dell’Amministrazione. Solo la prescrizione e le ritenute previdenziali gli “addolciscono la pillola”. La Procura erariale, su segnalazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, apre le indagini su un docente di un istituto superiore, che svolgeva attività extra istituzionale, retribuita e senza autorizzazione, in violazione della disciplina sull’ “Incompatibilità , cumulo di impieghi e incarichi”,  prevista dal legislatore all’art. 53, comma primo, del D.lgs. n. 165/2001. Il professore, oltre a svolgere gli impegni istituzionali si occupava di due distinte attività: la prima lo vedeva come amministratore di numerosi condomini situati nella Provincia di Pisa; la seconda nell’esercitare la libera professione di ingegnere. Egli svolgeva tali attività per dieci anni in assenza della continua e dovuta autorizzazione da parte dell’Amministrazione, trasgredendo così ai suoi doveri d’ufficio. Per il personale docente, afferma il legislatore (art. 508 del D.lgs. n. 297/1994) “ è consentito, previa autorizzazione del direttore didattico…