2020 10 19 professionisti: Alcune lauree diventano abilitanti: ecco per quali professioni 

2020 10 19 professionisti: Alcune lauree diventano abilitanti: ecco per quali professioni Teresa Maddonni Alcune lauree diventano abilitanti permettendo l’accesso alle professioni senza la necessità di un esame di Stato. Vediamo quali sono e le novità del disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri. Alcune lauree diventano finalmente abilitanti per l’accesso a specifiche professioni. Il disegno di legge proposto dal ministero dell’Università e della Ricerca è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Una svolta che permetterà a molte professioni di seguire quanto previsto a inizio anno, in piena emergenza, per la laurea in Medicina che è diventata abilitante con la contestuale eliminazione dell’esame di Stato. Le lauree in Psicologia, in Farmacia, Odontoiatria, Veterinaria diventeranno abilitanti e ad annunciarlo, a Ddl approvato, il ministro Gaetano Manfredi. In una seconda fase anche altri corsi di laurea diventeranno abilitanti per altre e numerose professioni. Vediamo nel dettaglio cosa prevede il disegno di legge e quali lauree, oltre a quelle sopra citate, diventeranno abilitanti. Lauree abilitanti per la professione: il disegno di legge Le lauree abilitanti per alcune professioni rientreranno nella prima fase prevista dal MUR. Si tratta della laurea magistrale di Psicologia e delle lauree a ciclo unico in Odontoiatria, Farmacia e Veterinaria. A prevederlo il disegno di legge approvato. segue …………. https://www.money.it/alcune-lauree-diventano-abilitanti-per-quali-professioni

2020 10 15 revisori: nuova disciplina incarichi

2020 10 15 revisori e sindaci: nuova disciplina incarichi Sindaci e revisori legali: la nuova disciplina degli incarichi a seguito delle modifiche dell’art. 379 del codice della crisi. In sede di conversione del d.l. 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto “Rilancio”), la legge 17 luglio 2020 n. 77 ha nuovamente modificato l’art. 379, terzo comma, del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (disposizione vigente dal 16 marzo 2019). L’art. 51-bis del Decreto “Rilancio”, infatti, posticipa, alla data di approvazione del bilancio relativo all’esercizio 2021, l’obbligo delle società a responsabilità limitata e delle società cooperative di effettuare la prima nomina del revisore legale o dell’organo di controllo, in ottemperanza alle importanti novità introdotte nel sistema dei controlli dal Codice della crisi. A seguito di tale significativa modifica, si discute sulla sorte degli incarichi in corso, laddove i sindaci (o il sindaco unico) ovvero l’incaricato della revisione legale (persona fisica o società) siano stati già nominati dalla società. Il documento esamina gli aspetti correlati alla cessazione anticipata dagli incarichi di revisione in corso, con particolare riguardo alla revoca per giusta causa alla risoluzione consensuale del contratto, anche alla luce della risposta pervenuta dall’Ufficio del coordinamento legislativo del Ministero dell’Economia e delle Finanze…

2020 10 15 revisori: posticipata la prima nomina revisore. Risposta MEF

2020 10 15 revisori: posticipata la prima nomina revisore. Risposta MEF Commercialisti, positiva la risposta del MEF sulla prima nomina dei revisori. Miani: “La risposta all’interrogazione del senatore De Bertoldi fa chiarezza su un tema decisivo per decine di migliaia di società”. La sede del MEF in via XX settembre a Roma  “La risposta fornita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, sentito quello della Giustizia, all’interrogazione del senatore Andrea De Bertoldi, fa chiarezza su un tema molto delicato per decine di migliaia di società, sgombrando opportunamente il campo da dubbi interpretativi della norma”. E’ quanto afferma il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani. Nell’interrogazione citata dal presidente dei commercialisti, De Bertoldi aveva chiesto chiarimenti circa l’interpretazione in sede applicativa dell’articolo 51-bis del decreto legge n. 34 convertito, con modificazioni, dalla legge n.77 nel luglio di quest’anno, che posticipa ai bilanci relativi al 2021 (e quindi al periodo aprile – giugno 2022) l’obbligo delle società a responsabilità limitata e cooperative di effettuare la prima nomina del revisore o degli organi di controllo seguendo le novità introdotte dal codice della crisi d’impresa del 2019. Secondo il MEF “si può legittimamente ritenere che chi non avesse provveduto ad adeguarsi all’obbligo entro…

2020 04 25 condominio: Amministratore di condominio: guida alla professione

2020 04 25 condominio: Amministratore di condominio: guida alla professione La professione di amministratore di condominio: requisiti, adempimenti, disciplina giuridica previdenziale e fiscale dell’attività. di Elisa Migliorini Vorrei diventare amministratore di condominio, cosa devo fare? In questo contributo andremo a vedere chi è e come si diventa amministratore di condominio, quali requisiti siano necessari e quali le responsabilità di questa figura professionale. Assieme la nostra guida fiscale con tutti gli adempimenti per l’avvio dell’attività. L’idea di diventare amministratore di condominio può rivelarsi particolarmente vantaggiosa per tutti quei soggetti dotati di ottime doti organizzative, accompagnate da una buona conoscenza della normativa civilistica, fiscale ed edilizia, per quanto riguarda i condomini. In particolare, con l’entrata in vigore della Legge n. 220/2012, la figura dell’amministratore di condominio si è resa, di fatto quasi indispensabile, per ciascuno stabile, anche perché la gestione degli spazi comuni è divenuta sempre più articolata e complessa. Per questo motivo abbiamo pensato di raccogliere tutte le informazioni utili per avviare l’attività di amministratore di condominio, in modo che tu possa avere un quadro chiaro di adempimenti, costi e guadagni che puoi ottenere. Se, al termine della lettura, avrai bisogno dell’assistenza di un dottore Commercialista che possa aiutarti nella tua attività potrai contattarci. Vediamo adesso, quindi,…

2020 04 15 coronavirus e formazione a distanza

2020 04 15 coronavirus e formazione a distanza La formazione a distanza come risoluzione operativa per i commercialisti COMMERCIALISTI Abstract Che cosa accade e cosa fare in un momento di emergenza sanitaria in cui l’esercizio della professione dei Dottori Commercialisti acquisisce nuovi spazi d’intervento in termini di tempi e di strategie da mettere in atto. Poiché, per “curare” l’Italia non si può trascurare la formazione quale punto d’incontro tra problematiche da affrontare e risoluzioni concrete da adottare. What happens and what to do in a time of health emergency in which the practice of the profession of Chartered Accountants acquires new fields of intervention in terms of times and strategies to be implemented. In fact, to “cure” Italy, training cannot be neglected as a common ground between problems to face and real resolutions to adopt. Indice: Emergenza sanitaria e formazione La soluzione da mettere in atto: la formazione a distanza Scopi e obiettivi Emergenza sanitaria e formazione L’Emergenza sanitaria da nuovo Coronavirus va contrastata anche preparandosi con una formazione a distanza adeguata. L’epidemia causata da coronavirus-19 obbliga a rivedere la formazione anche dei professionisti. Vedi la Circolare rilasciata dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili che prevede il rinvio degli eventi…

2020 04 10 coronavirus: le casse private sospendono erogazione 600 euro ai professionisti

2020 04 10 coronavirus: le casse private sospendono erogazione 600 euro ai professionisti Le Casse private sospendono l’erogazione dei 600 euro Il decreto legge “Liquidità”, pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale nella giornata di ieri ha modificato la platea di riferimento dei soggetti destinatari dell’indennità di 600 Euro prevista dall’art. 44 del DL 18/2020, limitandola ai soli professionisti iscritti esclusivamente all’ente di previdenza privato. Tale novità ha obbligato i diversi enti previdenziali a  bloccare il pagamento dell’indennizzo di 600 euro a tutti gli iscritti non potendo, sulla base delle istanze correttamente presentate, individuare coloro che risultano avere altra posizione previdenziale. Le varie Casse stanno valutando le soluzioni pratiche per la raccolta di tali informazioni.  

2020 03 31 contenzioso tributario: elenco soggetti abilitati difesa tributaria Circ. 2 DF

2020 03 31 contenzioso tributario: elenco soggetti abilitati difesa tributaria Circ. 2 DF OGGETTO: Processo Tributario – Elenco nazionale dei soggetti abilitati alla difesa del contribuente innanzi alle Commissioni Tributarie – articolo 12 del decreto legislativo 31 dicembre 1992 n. 546 e decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 5 agosto 2019 n. 106. Sommario 1 PREMESSA …………………………………………………………………………………………………………………………………………………….3 1.1 Quadro normativo di riferimento ……………………………………………………………………………………………..3 1.2 Soggetti abilitati all’assistenza tecnica a partire dal 1°aprile 2020……………………………………..5 1.3 Soggetti iscritti negli elenchi in vigore fino al 31 marzo 2020…………………………………………….6 2 REQUISITI PER L’ISCRIZIONE ALL’ELENCO NAZIONALE……………………………………………………………………….7 2.1 Requisiti generali………………………………………………………………………………………………………………………….7 2.2 Requisiti ulteriori per ciascuna Sezione……………………………………………………………………………………8 2.2.1 Requisiti per l’iscrizione alla sezione I – ex dipendenti del Ministero dell’economia e delle finanze, della Guardia di finanza e degli Enti Impositori …………………………………………8 2.2.2 Requisiti per l’iscrizione alla sezione II – Periti ed Esperti tributari…………………………………….10 2.2.3 Requisiti per l’iscrizione alla sezione III – Funzionari delle associazioni di categoria iscritti negli elenchi delle Intendenze di Finanza………………………………………………………………….10 2 2.2.4 Requisiti per l’iscrizione alla sezione IV – Dipendenti di associazioni di categoria e di imprese…………………………………………………………………………………………………………………………………….11 2.2.5 Requisiti per l’iscrizione alla sezione V – Dipendenti dei C.A.F. e delle relative società di servizi………………………………………………………………………………………………………………………….12 3 DOMANDA DI ISCRIZIONE ………………………………………………………………………………………………………………………13 3.1 Istruzioni generali……………………………………………………………………………………………………………………….13…

2020 03 16 professionisti che vogliono associarsi: quale forma scegliere?

2020 03 16 professionisti che vogliono associarsi: quale forma scegliere? Di  Giuseppina Spanò Lo sviluppo delle attività professionali richiede sempre più l’aggregazione per potere superare i limiti delle posizioni individuali. Ma in quali forme conviene farlo? Una struttura di tipo collettivo risponde a esigenze non solo di contenimento dei costi ma anche di integrazione delle competenze. Tra le esigenze più sentite dai professionisti ci sono l’accorpamento delle funzioni di segreteria, la suddivisione del costo delle licenze dei software (anche se con più postazioni di lavoro), il migliore utilizzo degli spazi comuni. Ma l’aggregazione orizzontale (fra professionisti che sostanzialmente svolgono la stessa attività) o verticale o meglio multidisciplinare può tendere a raggiungere altri risultati. Fra questi, l’innalzamento del livello di informatizzazione degli studi o l’adeguamento agli standard più alti delle nuove tecnologie informatiche / digitali; aspetti che spesso, affrontati singolarmente, vengono continuamente rinviati o fortemente compressi. È l’integrazione delle competenze dei partecipanti, la loro interazione, il fare squadra, la vera grande risorsa per aumentare le pontenzialità di studio. E quindi, in quale forma realizzare l’aggregazione? Nella tabella che segue, vi è una comparazione delle caratteristiche principali tra S.R.L., associazioni tra professionisti e società tra professionisti. …………. https://www.fisco7.it/2020/03/professionisti-che-vogliono-associarsi-quale-forma-scegliere/      

2020 03 02 contenzioso tributario: Contribuente colpevole se non vigila sul consulente fiscale

2020 03 02 contenzioso tributario: Contribuente colpevole se non vigila sul consulente fiscale La condotta illecita, penalmente rilevante, del professionista incaricato non esime dall’irrogazione delle sanzioni al contribuente, colpevole se non ha osservato l’onere di vigilanza. Come evidenziato dall’Agenzia delle entrate, “il contribuente a cui venga contestata la mancata presentazione della dichiarazione dei redditi e l’omessa tenuta delle scritture obbligatorie non può considerarsi esente da colpa per il solo fatto di avere incaricato un professionista delle relative adempienze, dovendo egli altresì allegare e dimostrare, al fine di escludere ogni profilo di negligenza, di avere svolto atti diretti a controllare la loro effettiva esecuzione, prova nel concreto superabile soltanto a fronte di un comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento”. Secondo l’Agenzia, la C.tr. non ha considerato che l’intervenuta denuncia della società contro il commercialista infedele poteva rilevare solo nei limiti dell’art. 1 I. 11 ottobre 1995, n. 423, secondo cui “1. La riscossione delle sanzioni pecuniarie previste dalle leggi d’imposta in caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento è sospesa nei confronti del contribuente e del sostituto d’imposta qualora la violazione consegua alla condotta illecita, penalmente rilevante, di dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, avvocati, notai e altri professionisti, in…