lavoro dipendente – pagamento retribuzioni inferiori – reato estorsione e autoriciclaggio Cass 25979 2018 06 15

lavoro dipendente – pagamento retribuzioni inferiori – reato estorsione e autoriciclaggio Cass 25979 2018 06 15 La sentenza n. 25979/2018 della seconda sezione penale della Cassazione stabilisce che i datori di lavoro che costringono i dipendenti ad accettare retribuzioni più basse del dovuto, dissimulando l’origine dei fondi, rispondono sia del reato di estorsione che di autoriciclaggio La seconda sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza 25979/2018, stabilisce che qualora l’impresa utilizzi le retribuzioni estorte al dipendente per autofinanziare l’attività imprenditoriale, in modo da ostacolare la corretta identificazione della provenienza delle somme, commette reato di autoriciclaggio. 2018 06 15 lavoro dipenente retribuz inferiore reato cas25979

reato falso in atto pubblico la redazione non veritiera F24 Cass. 18803 2018 05 18  

reato falso in atto pubblico la redazione non veritiera F24 Cass. 18803 2018 05 18   È reato di “falso in atto pubblico” la redazione non veritiera dell’F24. Al vaglio di legittimità la natura giuridica della delega di pagamento ai fini della sanzionabilità penale delle affermazioni ingannevoli riportate alla banca incaricata dell’incasso. Il contribuente, che attesta falsamente all’impiegato della banca – che partecipa alla compilazione del modello F24 – di essere autorizzato a dedurre, dal proprio debito fiscale, il credito di un altro contribuente, è punibile per falso in atto pubblico. È quanto affermato dalla Corte di cassazione con la sentenza n. 18803 del 2 maggio 2018. La vicenda processuale La Corte di appello, riformando la sentenza del tribunale, assolve l’imputato incriminato di aver compilato il modello F24 con dati non veritieri. In particolare, qualifica il fatto come falso in scrittura privata e, in considerazione dell’intervenuta depenalizzazione della condotta, lo assolve. La parte civile, ossia il titolare del credito utilizzato scorrettamente in compensazione dall’imputato, propone, quindi, ricorso per cassazione, deducendo la violazione di legge in ordine all’errata qualificazione giuridica della condotta. Il ricorrente, certamente non contesta il fatto che il modello F24 fosse stato compilato dall’imputato attestando, falsamente, di essere…

lavoro irregolare – reato art. 603bis c.p. 2018 05 18 

lavoro irregolare – reato art. 603bis c.p. 2018 05 18 delitti contro la persona art 603bis cp Dispositivo dell’art. 603 bis Codice penale Fonti → Codice penale → LIBRO SECONDO – Dei delitti in particolare → Titolo XII – Dei delitti contro la persona → Capo III – Dei delitti contro la libertà individuale → Sezione I – Dei delitti contro la personalità individuale (1) (4) Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da 500 a 1.000 euro per ciascun lavoratore reclutato, chiunque: 1) recluta manodopera allo scopo di destinarla al lavoro presso terzi in condizioni di sfruttamento, approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori; 2) utilizza, assume o impiega manodopera, anche mediante l’attività di intermediazione di cui al numero 1), sottoponendo i lavoratori a condizioni di sfruttamento ed approfittando del loro stato di bisogno. Se i fatti sono commessi mediante violenza o minaccia, si applica la pena della reclusione da cinque a otto anni e la multa da 1.000 a 2.000 euro per ciascun lavoratore reclutato. Ai fini del presente articolo, costituisce indice di sfruttamento la sussistenza di una o più delle seguenti condizioni: 1) la reiterata corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti…

banche – esercizio abusivo attività creditizia Cass. 11695 2018 05 14 
banche , reati ordinari / 2018-05-14

banche – esercizio abusivo attività creditizia Cass. 11695 2018 05 14 La concessione del credito si dice “abusiva” quando una banca concede, rinnova o proroga un finanziamento ad un’impresa che si trova in uno stato di grave crisi economica, pur essendo a conoscenza di questa situazione, con la conseguenza di ritardare l’emersione dello stato di insolvenza e, quindi, l’apertura della procedura fallimentare a carico dell’azienda. «In materia di concessione abusiva del credito, sussiste la responsabilità della banca, che finanzi un’impresa insolvente e ne ritardi perciò il fallimento, nei confronti dei terzi, che in ragione di ciò abbiano confidato nella sua solvibilità e abbiano continuato a intrattenere rapporti contrattuali con essa allorché sia provato che i terzi non fossero a conoscenza dello stato di insolvenza e che tale mancanza di conoscenza non fosse imputabile a colpa». Cassazione Civile, Sez. I, 14 maggio 2018, n. 11695 – Pres. Ambrosio, Rel. Marulli Cassazione Civile, Sez. I, 14 maggio 2018, n. 11695  2018 05 14 banche esercizio abusivo att creditizia cas11695  

riciclaggio – responsabilità del commercialista tenutario scritture contabili Cass. 27235 2018 04 18
reati ordinari , riciclaggio / 2018-04-18

riciclaggio – responsabilità del commercialista tenutario scritture contabili Cass. 27235 2018 04 18 Risponde del reato autonomo del delitto di riciclaggio il professionista contabile, tenutario delle scritture contabili che in qualche modo pianifica e contribuisce  a realizzare una serie di operazioni commerciali, finanziarie e societarie allo scopo di  consentire il rientro di capitali ingenti detenuti all’estero, di dubbia provenienza, nella disponibilità e riconducibili a Luigi Bisignani. Non è concorso nel reato di auto-riciclaggio commesso dal cliente – formula più favorevole – bensì reato autonomo per il commercialista. 2018 04 18 riciclaggio resp commercialista Cass17235

reati ordinari – rassegna giurisprudenza legittimità – orientamenti delle sezioni civili – anno 2017
reati ordinari / 2018-03-13

reati ordinari – rassegna giurisprudenza legittimità – orientamenti delle sezioni civili – anno 2017 http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RASSEGNA_CIVILE_2017__1_volume.pdf   http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RASSEGNA_CIVILE_2017__2_volume_.pdf   http://www.cortedicassazione.it/cassazione-resources/resources/cms/documents/RASSEGNA_CIVILE_2017__3volumetematica_.pdf

reati – arresti domiciliari e richiesta svolgere attività lavorativa cass 8276, 2018 02 21 
reati ordinari / 2018-02-21

reati – arresti domiciliari e richiesta svolgere attività lavorativa cass 8276, 2018 02 21 Arresti domiciliari e richiesta di svolgere attività lavorativa: la Cassazione sulla “valutazione di assoluta indigenza” Quando sia applicata la misura degli arresti domiciliari, la richiesta di svolgimento di attività lavorativa è ammissibile solo se è provata la condizione di assoluta indigenza del richiedente, valutazione che impone l’apprezzamento delle complessive fonti di sostentamento disponibili, tenuto conto che con riguardo agli apporti provenienti da terzi, possono essere considerati solo quelli provenienti da soggetti obbligati legalmente, tra i quali non sono compresi i familiari non gravati da un obbligo legale di mantenimento (che non consegue alla inabilità lavorativa derivante applicazione della cautela). Con la sentenza n. 8276 del 30 gennaio 2018 la Corte di Cassazione, Seconda Sezione Penale, ha affermato che, in tema di arresti domiciliari, “nella valutazione dell’assoluta indigenza deve farsi riferimento alle condizioni personali dell’indagato, senza tener conto di quelle del nucleo familiare che dimorino nello stesso luogo, sia perché la situazione economica dei familiari non è presa in considerazione dalla legge, sia perché non sussiste un obbligo di costoro di sostenere gli oneri di mantenimento del congiunto sottoposto a misura restrittiva“. La vicenda portata all’attenzione della Corte ha riguardato un detenuto, sottoposto alla…

reato occupazione spiaggia libera 2018 01 07
reati ordinari / 2018-01-14

2018 01 07 occupaz spiaggia libera Occupazione di spiaggia libera: è reato? Chi noleggia sdraio e ombrelloni su una spiaggia libera senza danneggiarne l’uso pubblico non commette reato. Tutti conoscono la differenza tra spiagge libere e stabilimenti balneari: mentre nelle prime è possibile trattenersi liberamente, nei secondi è necessario prendere a noleggio una serie di “arredi”, quali ombrelloni, sdraio e lettini, con l’autorizzazione del gestore. Anche il gestore dello stabilimento, per poter svolgere la relativa attività balneare, ha bisogno – a sua volta – di un’autorizzazione o meglio che gli sia lasciata una concessione demaniale marittima. Cosa succede, però, nel caso in cui venga attivato un servizio di noleggio di sdraio e ombrelloni da parte di chi non abbia alcuna autorizzazione. È lecito occupare –  senza autorizzazione – con ombrelloni, sedie e tavolini un bene demaniale marittimo? A tanto ha risposto la Corte di Cassazione con una recente sentenza [1]. Tuttavia prima di capire cosa accade nel caso di occupazione abusiva di una spiaggia libera, cerchiamo di chiarire alcuni concetti di preliminare importanza. Beni demaniali: cosa sono Quando si parla di spiagge e stabilimenti balneari, viene in rilievo il concetto di bene demaniale. Secondo la legge [2] i cosiddetti beni demaniali sono quei beni che appartengono al patrimonio dello Stato, delle Provincie o…