2020 04 29 società a base ristretta azionaria: Presunzione di distribuzione degli utili se c’è ristretta base partecipativa

2020 04 29 società a base ristretta azionaria: Presunzione di distribuzione degli utili se c’è ristretta base partecipativa https://www.fiscooggi.it/rubrica/avviso-ai-litiganti/articolo/presunzione-distribuzione-degli-utili-se-ce-ristretta-base I componenti possono contestare la pretesa del Fisco dimostrando che i maggiori ricavi sono stati accantonati o reinvestiti SINTESI: L’accertamento del maggior reddito nei confronti di società di capitali a ristretta base partecipativa legittima la presunzione di distribuzione degli utili tra i soci, in quanto la stessa ha origine nella partecipazione e pertanto prescinde dalle modalità di accertamento, ferma restando la possibilità per i soci di fornire prova contraria rispetto alla pretesa dell’Amministrazione finanziaria dimostrando che i maggiori ricavi dell’ente sono stati accantonati o reinvestiti. Ordinanza n. 8355 del 29 aprile 2020 (udienza 27 gennaio 2020) Cassazione civile, sezione V – Pres. Sorrentino Federico – Est. Fraulini Paolo Accertamento nei confronti di società di capitali a ristretta base partecipativa – E’ legittima la presunzione di distribuzione degli utili tra i soci – E’ onere dei soci fornire la prova che i maggiori ricavi dell’ente sono stati accantonati o reinvestiti. ^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 aprile 2020, n. 8319 Cartella esattoriale non impugnata – Contributi previdenziali – Azionato dall’Agente della Riscossione un credito diverso da quello originario – Termine di…

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2018 01 18 societa a base ristretta azionaria presunta distribuzione utili extracontabili   COMMISSIONE TRIBUTARIA REGIONALE DE L’AQUILA – SENTENZA DEL 5 DICEMBRE 2017, N. 1098 Esposizione del fatto e dei motivi della decisione L’ufficio proponeva tempestivo e rituale appello avverso la decisione di prima istanza con la quale era stato accolto il ricorso del contribuente riguardante l’accertamento di maggior reddito di partecipazione a seguito di accertamento nei confronti della società, avendo rilevato la decadenza per mancato rispetto del termine quinquennale non potendosi ritenere applicabile al socio il raddoppio del termine per la denuncia penale a carico della società. Nei motivi della proposta impugnazione l’ufficio lamentava in via pregiudiziale che i primi giudici, in violazione dell’art. 112 c.p.c., avevano deciso su una eccezione mai proposta dalla ricorrente, omettendo invece di statuire nel merito della questione oggetto del contendere e cioè l’attribuibilità al socio di maggiori redditi di partecipazione per utili accertati in capo alla società e non contabilizzati in bilancio. L’appellata non si costituiva nel giudizio di secondo grado, nonostante rituale notificazione dell’atto di impugnazione. L’appello appare meritevole di accoglimento. La Commissione Provinciale erroneamente ha rilevato un vizio dell’atto di accertamento, e cioè la pretesa tardività, non denunciato dalla ricorrente…