2020 05 11 studi di settore: Dati falsi negli studi di settore Cass. 8712

2020 05 11 studi di settore: Dati falsi negli studi di settore Cass. 8712 Scostamento tra dati contabili e dati rilevati nel quadro RS del Modello Redditi L’Agenzia delle entrate, dopo aver proceduto ad attività di controllo sui dati di bilancio e contabilità, è libera di scegliere quale metodo di contestazione utilizzare. Nel caso di specie, l’accertamento non è stato basato sul mero scostamento dallo studio di settore, bensì sulla ulteriore circostanza in fatto della accertata falsità dello studio di settore, rilevata dal giudice di appello, circostanza che costituisce specifico elemento indiziario con valenza presuntiva data la sua gravità e pregnanza, come accertato dal giudice di appello. In tale caso, l’accertamento non è, in realtà, scaturito dal mero scostamento degli indici parametrici, ma da un elemento presuntivo acquisito nel corso del contraddittorio, anche formalizzato nelle forme dell’accesso breve. ^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 maggio 2020, n. 8712 Tributi – Accertamento – Studi di settore – Omessa annotazione del valore dei beni strumentali e diversa indicazione dei valori indicati nel quadro RS del modello di dichiarazione – Falsificazione studi di settore – Elemento di presunzione grave – Onere di prova contraria del contribuente Rilevato che La contribuente ha impugnato un…

2020 03 12 Isa studi di settore sballati x coronavirus

2020 03 12 Isa studi di settore sballati x coronavirus Coronavirus, ISA sballati per il calo di fatture A causa dell’emergenza Coronavirus è calato il fatturato di moltissimi imprenditori, e le conseguenze si ripercuotono sui risultati ISA e sul punteggio ottenuto nella pagella fiscale. Coronavirus, a causa dell’emergenza sanitaria in atto e il blocco delle attività lavorative, con ogni probabilità i risultati ISA risulteranno sballati. ……….   https://www.money.it/isa-2020-risultati-sballati-calo-fatture-coronavirus?utm_source=Money.it&utm_campaign=1b4b8b1daf-RSS_EMAIL_CAMPAIGN&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-1b4b8b1daf-302927197

studi di settore – contraddittorio obbligatorio Cass. 12696 2018 05 23 

studi di settore – contraddittorio obbligatorio Cass. 12696 2018 05 23 E’ obbligatoria l’instaurazione del contraddittorio con il contribuente in caso di accertamento tributario standardizzato emesso sulla base degli studi di settore. L’applicazione degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici, la cui valutazione complessiva non può essere ex lege determinata dal solo scostamento del reddito dichiarato rispetto agli “standards” (Cass. nn. 21754/2017; 9484/2017;14288/2016). ^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 maggio 2018, n. 12696 Tributi – Accertamento – Studi di settore – Mancata convocazione del contribuente al contraddittorio endoprocedimentale – Nullità dell’accertamento Rilevato che – C. Srl impugnava l’avviso di accertamento per l’anno 2003 per Iva, Irpef ed Irap emesso sulla base dello studio di settore previsto per il commercio al dettaglio di ferramenta, con cui erano stati determinati maggiori ricavi per euro 53.773,00; – l’impugnazione, accolta in primo grado, veniva respinta dalla Commissione tributaria regionale del Lazio, che riteneva fondato l’accertamento ed irrilevante la mancata instaurazione del preventivo contraddittorio; – la società contribuente propone ricorso per cassazione con due motivi; – l’Agenzia deposita comparsa ai fini della partecipazione all’udienza di discussione; Considerato che – il primo motivo denuncia violazione di legge sostanziale per aver la CTR…

studi di settore – L’ISA dei servizi di ristorazione 2018 05 09 
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studi di settore – L’ISA dei servizi di ristorazione 2018 05 09 L’Isa dei servizi di ristorazione: gli indicatori che l’hanno generato. Un approfondimento sui quattro “elementari”, cioè ricavi, valore aggiunto e reddito per addetto e durata e decumulo delle scorte e su parte dei trenta “rilevatori” di anomalia. Approvato, tra gli altri, con il Dm 23 marzo 2018, l’Isa AG36U sarà applicato, dal periodo d’imposta 2018, alle imprese che esercitano in prevalenza le attività di cui ai codici Ateco 56.10.11 “ristorazione con somministrazione”, 56.10.20 “ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto” e 56.10.42 ristorazione ambulante”, attività che, precedentemente, rientravano nell’ambito di applicazione dello studio di settore WG36U, in vigore fino al periodo d’imposta 2017. L’Indice sintetico di affidabilità è la media semplice di due tipologie di indicatori elementari. La prima tipologia è rappresentata dagli indicatori elementari di affidabilità, che valutano l’attendibilità di relazioni e rapporti tra grandezze di natura contabile e strutturale e possono assumere un valore compreso tra 1 e 10. La seconda tipologia è rappresentata dagli indicatori elementari di anomalia, che segnalano situazioni di gravi incongruenze contabili e gestionali, nonché disallineamenti tra dati e informazioni presenti nei diversi modelli di dichiarazione e/o emergenti dal confronto con banche…

studi di settore – La differenza tra il dichiarato e il risultato degli studi di settore non è un elemento presuntivo dotato di gravità, precisione e concordanza Cass. 8238 2018 04 04  
studi di settore / 2018-04-04

studi di settore – La differenza tra il dichiarato e il risultato degli studi di settore non è un elemento presuntivo dotato di gravità, precisione e concordanza Cass. 8238 2018 04 04 L’avviso di accertamento emesso sulla base di uno scarto abnorme tra il dichiarato e quanto desunto dagli studi di settore non rappresenta di per sé un elemento presuntivo dotato di gravità, precisione e concordanza, così come richiesto dall’articolo 39 del Dpr 600/1973. ^^ art.39, dpr 600/73 (Redditi determinati in base alle scritture contabili) – Testo in vigore dal: 29-4-2012 comma1. Per i redditi d’impresa delle persone fisiche l’ufficio procede alla rettifica: a) se gli elementi indicati nella dichiarazione non corrispondono a quelli del bilancio, del conto dei profitti e delle perdite e dell’eventuale prospetto di cui al comma 1 dell’articolo 3; b) se non sono state esattamente applicate le disposizioni del titolo I, capo VI, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni; c) se l’incompletezza, la falsita’ o l’inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati risulta in modo certo e diretto dai verbali e dai questionari di cui ai numeri…

studi di settore – correttivi “cassa” 2018 04 03 
studi di settore / 2018-04-03

studi di settore – correttivi “cassa” 2018 04 03 Studi di settore, ultimo anno: ufficiali i correttivi “cassa”. Un intervento necessario dopo la modifica apportata dalla legge di bilancio 2017 alle regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap delle imprese in “semplificata”. Approvato lo scorso 23 marzo il decreto ministeriale di modifica degli studi di settore applicabili per il periodo di imposta 2017 (supplemento ordinario n. 14, alla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo) Il Dm contiene diversi ritocchi, tra cui quello relativo ad alcune territorialità, anche se l’aspetto più significativo è quello afferente l’introduzione dei “correttivi cassa” utili per la corretta applicazione degli studi di settore da parte delle imprese minori in contabilità semplificata (articolo 18 del Dpr 600/1973) che, secondo quanto previsto dall’articolo 66 del testo unico delle imposte sui redditi, determinano il reddito in base a un regime contabile improntato alla “cassa”. Il perché dei “correttivi cassa” Perché si rendono necessari tali correttivi? Al fine di rispondere compiutamente a tale quesito è necessario fare alcune precisazioni. L’articolo 1, commi da 17 a 23, della legge 232/2016 (il Bilancio 2017) ha modificato le regole di determinazione della base imponibile Irpef e Irap per le imprese minori in…

contenzioso tributario – accertamento legittimo anche in caso di crisi aziendale Cass. 7850 2018 03 29 

contenzioso tributario – accertamento legittimo anche in caso di crisi aziendale Cass. 7850 2018 03 29 Legittime le “cartelle di pagamento” per imposte dirette e Iva. Inutile il richiamo della società contribuente alla propria “crisi aziendale”. Respinta anche in Cassazione l’ipotesi di “non punibilità” per “causa di forza maggiore”. ^^^^^^^^ CORTE DI CASSAZIONE – SEZIONE SESTA CIVILE TRIBUTARIA – ORDINANZA 29 MARZO 2018, N. 7850 Rilevato che: Con sentenza in data 21 marzo 2016 la CTR del Piemonte respingeva gli appelli proposti dalla X srl con socio unico avverso le sentenze nn. 1201/14/14 e 6/6/15 della Commissione tributaria provinciale di Torino che ne aveva respinto i ricorsi contro le cartelle di pagamento per imposte dirette ed Iva 2009-2010. La CTR osservava in particolare che il gravame avverso la sentenza n. 1201/14/14 era inammissibile, perché tardivamente proposto nei confronti dell’Agenzia delle Entrate, ufficio locale, e perché erroneamente notificato nei confronti dell’agente della riscossione; nella parte che qui rileva, che il gravame avverso la sentenza n. 6/6/15 era infondato, perché non sussistevano i presupposti di applicabilità dell’esimente di cui all’art. 6, comma 5, d.lgs. 472/1997. Avverso la decisione ha proposto ricorso per cassazione la società contribuente deducendo un motivo unico. Resiste con controricorso…