vocabolario una parola al giorno: Pentagramma

vocabolario una parola al giorno: Pentagramma  Le parole della musica pen-ta-gràm-ma SIGNIFICATO In musica: rigo musicale formato da cinque linee parallele. Pentagono regolare stellato, così chiamato dai filosofi pitagorici; stella a cinque punte. ETIMOLOGIA termine coniato sull’aggettivo greco pentágrammos, di cinque righe, o segni, formato da penta-, elemento usato in numerosi composti per ‘cinque’, e grammé ‘linea’, derivato da grápho ‘scrivere’. In musica, oggi con questa parola s’identifica il rigo musicale tout court, anche se in realtà le cinque linee e i quattro spazî rappresentano solo una delle ‘griglie’ possibili su cui porre le figure musicali. L’immagine sopra riprodotta mostra come il compositore Bruno Maderna nel 1969 combinò graficamente diversi pentagrammi, realizzando l’originale pagina musicale della sua Serenata per un satellite. Sebbene l’accezione musicale riferita dai dizionari sia il 1871, nei trattati di musica il termine si trova ancor prima, come nella famosa Musurgia universalis sive ars magna consoni et dissoni di Athanasius Kircher del 1650. In epoche remote la musica si trasmetteva per via orale e le lezioni erano svolte rigorosamente… in presenza! La notazione musicale era infatti difficile da interpretare se non si conosceva già la melodia, che veniva appresa dal vivo. Segni differenti (i neumi ‘in campo aperto’, derivati dagli accenti melodici della metrica classica) suggerivano che il canto saliva, o scendeva,…

accenti arbitrari: Gli accenti arbitrarî dell’italiano

accenti arbitrari: Gli accenti arbitrarî dell’italiano Un articolo lungo, che spiega nel dettaglio che cosa sono gli accenti, come si comportano e quali sono le incoerenze delle regole che li riguardano in italiano. Perché avere dubbi sulle regole che seguiamo è importante quanto conoscerle. Salvatore Congiu27 Aprile 2020 • 13 min. Nella cosmogonia degli aborigeni australiani, ci racconta il capolavoro di Bruce Chatwin, Le vie dei canti, gli animali, le piante, i fiumi e le montagne hanno avuto origine non dal comando verbale di un Dio che li ha nominati, ma dalle voci di antenati totemici che agli albori della civiltà li hanno dati alla luce cantandoli. Passando dalla mitologia alla scienza, già Darwin sosteneva che i primi esseri umani avessero ‘cantato’, cioè modulato suoni non verbali, prima di imparare a parlare, e il linguista danese Otto Jespersen, in un suo scritto del 1922, indicava come scopo delle forme primitive di espressione vocale umana non il comunicare pensieri e informazioni, ma piuttosto l’esternare sentimenti e stati d’animo, specialmente ludici e gioiosi, che assumevano una forma naturaliter melodica. Tale uso “frivolo” avrebbe “accordato” lo strumento, rendendolo pian piano funzionale alla comunicazione verbale complessa. Le teorie sull’origine del linguaggio umano, inevitabilmente, sono tante, e nessuna dimostrabile. Di certo, però, sappiamo che l’oralità…

vocabolario una parola al giorno: Preponderante

vocabolario una parola al giorno: Preponderante pre-pon-de-ràn-te SIGNIFICATO Prevalente, predominante, che si impone per diffusione, importanza, efficacia ETIMOLOGIA voce dotta recuperata dal latino praeponderare, letteralmente ‘pesare di più’, derivato di ponderare ‘pesare’, con prefisso prae- ‘avanti’. Le parole non parlano solo ai sensi, ma anche alle sensazioni. E specie in termini che ci suonano come alti, ricercati, continuare a percepire le sensazioni attraverso cui tentano di portare il loro significato vuol dire riuscire a conservarne lo smalto, a tenerli vivi e fertili. Qui siamo già davanti a una parola irrigidita: quasi non sentiamo più il ‘preponderante’ come modo del ‘preponderare’ — motivo in più per tastarlo bene. ‘Preponderare’, mutuato dal latino praeponderare, ha un significato molto semplice: pesare di più (letteralmente avanti, superando). In modo disusato anche in senso proprio: sull’altalena basculante (o a carosello o bilzo balzo o batticulo che dir si voglia) io sto in basso perché prepondero, mentre tu che sei magrolino stai sollevato in alto all’altro capo. Ma i sensi figurati sono… senz’altro preponderanti. Già perché questo senso di superamento in peso, che fin dal latino è anche uno squilibrio, uno sbilanciamento, con perfino un tratto di oppressione, diventa un prevalere, un essere più importante — in numero, in autorità, prestigio, diffusione. Perché il peso ha una dimensione psicologica. Si afferma, si impone, si fissa,…

girovagare

girovagare La parola del giorno è Girovagare [gi-ro-va-gà-re (io gi-rò-va-go)] SIGN Girare senza meta voce dotta recuperata dal latino medievale [gyrovagus], composto di [gyrus] ‘giro’ e [vagus] ‘vagante’. Nel latino medievale esisteva il verbo gyrovagāre, che fu preso in prestito dall’italiano nel Seicento senza grande successo. Figuriamoci, a fine Ottocento veniva ancora considerato una novità poco popolare. Nei suoi Neologismi, Giuseppe Rigutini  annotava “Da ‘girovago’ si è fatto oggi ‘girovagare’: ma il popolo non lo conosce, e dice ‘andare a zonzo’, ‘vagabondare’“.  Be’, oggi il popolo se n’è appropriato. Si legge spesso che ‘girovagare’ è sinonimo di ‘vagabondare’. È senz’altro stato vero, e in passato il girovago (come il vagabondo) ha avuto una nomea poco meno che criminale; ma c’è da domandarsi se questo allineamento, oggi, non sia cambiato. Il girovagare, rispetto al girare senza meta, ha forse maturato qualche carattere peculiare. C’è spesso una cifra di piacere, nel girovagare, un senso di esplorazione, di libertà, perfino di urgenza, un abbandono alla serendipità che i suoi sinonimi schiudono meno. Si potrebbe avvicinare all’andare a zonzo, ma sottende forse una psicologia diversa. Parlando di un viaggio diciamo che abbiamo girovagato per la città per giorni — se dicessimo che abbiamo vagabondato comunicheremmo un muoversi non solo senza meta, ma senza costrutto, lontano dal godimento di quando ci si lascia perdere fra le strade….

nientepopodimeno 

nientepopodimeno La parola del giorno 2020 05 07 è Nientepopodimeno [nien-te-po-po-di-mé-no] SIGN Nientemeno, addirittura dalla locuzione [niente po’ po’ di meno]. Siamo davanti a una parola brillante, giocosa e paradossale, perché se da un lato è magniloquente ed enfatica all’estremo, dall’altro quel po’ po’ adombra spesso scherzi sempliciotti — e questo genera un piacevole cortocircuito di registro. Nasce naturalmente a partire da locuzioni come nientedimeno (duecentesca) e nientemeno (cinquecentesca): esse constatano, misurano la statura piena e completa dello straordinario presente, rispetto alla quale non un bottone, non una virgola, non un centimetro difetta. Già questa immagine è magnifica, ma mettiamoci la farcitura in mezzo. Po’ significa poco (ne è la forma apocopata, si dice); ma simpaticamente il poco poco del po’ po’ ha preso un invariabile tratto ironico, per la precisione antifrastico: significa il contrario di ciò che letteralmente ci dice. Il po’ po’ infatti è diventato il notevole: guarda che po’ po’ di torta che ho preparato, mi tocca leggere questo po’ po’ di tomo, e che po’ po’ di albero che è questo tiglio, davvero imponente. Il panino del nientepopodimeno, composto coi suddetti ingredienti, inizia a girare intorno alla metà del Novecento, sporadicamente. Ma c’è stato qualcuno che l’ha raccolto e reso celebre per il vasto pubblico televisivo. Fra il ’57 e il ’60 andò in onda un…

Fluttuare

vocabolario la parola del giorno: Fluttuare flut-tu-à-re (io flùt-tu-o) SIGNIFICATO Essere mosso dai flutti, muoversi con moto ondoso; aleggiare, muoversi nell’aria; essere soggetto a variazioni ETIMOLOGIA voce dotta, recuperata dal latino fluctuare ‘fluttuare’. Fluttuare è un verbo che dovrebbe essere quasi del tutto sovrapponibile all’ondeggiare; e dentro ci troviamo sì la stessa incertezza mobile, ma si sta assestando in ambiti d’uso abbastanza specifici, in versi precisi (alcuni curiosamente storti) e con connotati riconoscibili. Basta pensare a ciò che comunemente immaginiamo fluttui: fluttuano i fantasmi e fluttua in genere ciò che si muove e aleggia nell’aria, fluttuano i prezzi e i valori in borsa, fluttuano umori e stati d’animo. Anche se è l’unica a muoversi letteralmente sui flutti, difficilmente diremmo che la nave fluttua, anzi sentir parlare di un vascello fluttuante forse ci fa venire in mente l’Olandese volante o qualcosa del genere. Fluttuano le bandiere al vento, quando si agitano e scendono larghe, e sì che si muovono facendo onde, e così fluttuano gli abiti leggeri, i vestiti stesi al filo che ogni tanto schioccano; ma il resto di ciò che fluttua nell’aria non ce lo dipingiamo con un moto ondoso. Odori, suoni, anche sospetti che fluttuano in effetti aleggiano, si muovono, ma non ce li figuriamo a onde, non ondeggiano…

Bagatella

Bagatella ba-ga-tèl-la SIGNIFICATO Cosa di poco conto, inezia ETIMOLOGIA etimo davvero molto incerto. È una parola che si fa notare. Il giudizio che afferma la scarsa importanza di qualcosa (che la definisce una bagatella, nel nostro caso) è paradossalmente un giudizio importante, che fa spirare un’aura di dominio facile, che dà un’impressione di autorevolezza. Figuriamoci, è l’occhio dell’alto, del grande, del saggio, dello scafato che riconosce le cose come piccole — o che le minimizza. …… Testo originale pubblicato su: https://unaparolaalgiorno.it/significato/bagatella  

Inviso

Inviso in-vì-so SIGNIFICATO Malvisto, oggetto di avversione ETIMOLOGIA voce dotta recuperata dal latino invisus ‘malvisto, odioso, detestato’, propriamente participio passato di invidère ‘invidiare, guardare male’. Per capire l’inviso, parola elegante e pulita, dobbiamo chiarirci le idee sull’invidia, che è ambigua e non è da sempre quella che ci immaginiamo oggi. L’invidiato, l’invidiabile, il fare invidia ci evocano facilmente immagini positive: un risultato invidiato è straordinario e brillante, una forma invidiabile non è certo da tutti (anche se da tutti è desiderata), un agio che fa invidia è sognato e traguardo di un duro lavoro. Ciò non significa che l’invidia sia un sentimento positivo, però. Il De Mauro lo definisce con nitore: sentimento di astio, ostilità e rammarico per la felicità, il benessere, la fortuna altrui. Pochi sentimenti paiono più fetenti. Ma nelle sue forme più blande, quelle che non danno legna ad astio, ostilità e rammarico, non è che una forma di ammirazione, un desiderio di avere a propria volta ciò che altri hanno — senza detrimento per loro. …….. Testo originale pubblicato su: https://unaparolaalgiorno.it/significato/inviso

Vattelappesca

Vattelappesca vat-te-lap-pé-sca SIGNIFICATO Chissà ETIMOLOGIA etimo discusso, dall’espressione vattelo a pesca Non è una parola aulica, anzi ha un che di meravigliosamente sgraziato, di schiettamente sgrammaticato: e qui sta la sua forza. Sulla sua storia, gli specialisti sono divisi. Alcuni fra i più dotti e credibili si sono impegnati a dar conto della sua strutturazione da vàttela a pésca(la) (con due imperativi) spiegando che la ‘a’ non è che una continuazione dell’ac latino (col significato di ‘e’), e la datano in diverse varianti da metà Ottocento circostanziando con locuzioni simili. Altri invece dichiarano attestazioni cinquecentesche, e ritengono più probabile che si tratti di una sgrammaticatura di grande efficacia. Dovrebbe infatti suonare ‘vattelo a pescare’, ma sostituendo l’infinito con un incoerente secondo imperativo, si ottiene una comunicazione più incisiva. ………….. Testo originale pubblicato su: https://unaparolaalgiorno.it/significato/vattelappesca

Confine

Confine con-fì-ne SIGNIFICATO Limite di un territorio, di una proprietà, di una regione geografica, di uno Stato; parte più lontana ETIMOLOGIA voce dotta recuperata dal latino confinis ‘confinante’, derivato di finis ‘limite’, col prefisso con-. È una parola che richiede prospettiva, per essere intesa: il suo essere limite estremo non la racconta tutta. Il nocciolo della questione, come spesso accade, è nel prefisso: con-. In effetti, a guardare il latino, ci si accorge che il termine finis (da cui anche il nostro ‘fine’) conterrebbe già gran parte del significato del nostro ‘confine’: infatti ha come primo significato il limite, il termine. Che ruolo ha quel prefisso? ……. Testo originale pubblicato su: https://unaparolaalgiorno.it/significato/confine