2021 06 01 vangelo la parola di oggi: Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio

2021-06-01

2021 06 01 vangelo la parola di oggi: Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio

Martedì 1 Giugno 2021  S. Giustino (m); S. Annibale M. Di Francia; B. Giovanni B. Scalabrini
9.a del Tempo Ordinario – Saldo è il cuore del giusto che confida nel Signore
Tb 2,9-14; Sal 111; Mc 12,13-17

PREGHIERA DEL MATTINO

Mio Dio, mi piacerebbe oggi, per una volta almeno, renderti ciò che ti appartiene. Ti supplico, non permettere che io mi consumi in preoccupazioni materiali. So che, se riuscissi a distinguere in ogni cosa la tua mano, questi problemi mi sembrerebbero insignificanti. Signore, dissipa la mia paura e sostituiscila con la fede.

VANGELO

Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio. + Dal Vangelo secondo Marco 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi  sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui. Parola del Signore.

OMELIA

La prima lettura ci presenta ancora la storia di Tobi. Egli vive nella sua cecità che accetta con animo forte e fiducioso. Questo non gli impedisce di mostrarsi a volte inopportuno con la moglie Anna che deve andare a lavorare fuori casa per tirar avanti la famiglia. Le è stato regalato un capretto. Tobi rimane sospettoso: pensa che sia stato rubato. Chiede insistentemente alla moglie di restituirlo al padrone… Lei indispettita dai sospetti infondati del marito, lo rimprovera aspramente rinfacciandogli l’inutilità delle sue opere buone, dal momento che il Signore ha permesso che fosse ridotto alla cecità. Sospetti, indelicatezze non primi né ultimi nella vita coniugale… Maggior fiducia e comprensione nelle relazioni reciproche non nocerebbero per la concordia dei coniugi di ieri, di oggi e di domani. Il Vangelo ci presenta ancora una volta il contegno astuto dei nemici del Signore: E’ lecito o no pagare il tributo a Cesare? Gesù comprende l’inganno e si fa mostrare una moneta. “Di chi è questa immagine e l’iscrizione?”, domanda. “Di Cesare” rispondono. E Gesù pronuncia quella sentenza diventata proverbiale: “Rendete a Cesare ciò che di Cesare e a Dio ciò che è di Dio”. Egli ci insegna così a contribuire allo sviluppo della società civile con il nostro apporto personale senza pretendere che altri paghino per noi, d’altra parte però di riconoscerci creature di Dio e quindi debitori a lui del dono della vita e della grazia, di riservare a Lui e Lui solo l’adorazione, la lode, il ringraziamento per quello che siamo e abbiamo. (Padri Silvestrini)

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